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Alla fine anche Telegram ha detto basta a “Basta Dittatura”

La chat, molto in voga tra i no vax, è stata chiusa direttamente dal fondatore Pavel Durov

Basta Dittatura

Telegram era diventata la chat ufficiale dei no vax (anche nella loro declinazione “no Green Pass). Ora, però, l’applicazione di messaggistica istantanea alternativa a Whatsapp, ha deciso di mettere a freno la loro propaganda fatta di narrazioni sbagliate r prive di riscontri con la realtà. Il canale “Basta dittatura”, infatti, è stato ufficialmente chiuso nella giornata di ieri, provocando la reazione sconvolta di chi pensava di aver trovato il Santo Graal delle app senza “controllo”.

Basta Dittatura, Telegram chiude il canale di comunicazione dei no vax

Come spiega Giornalettismo, la decisione è arrivata proprio dal capo di Telegram che, rispondendo ad alcuni commenti sul suo canale, ha spiegato:

“Questo canale e la chat di gruppo hanno incitato alla violenza contro i medici che effettuano la vaccinazione.  Hanno pubblicato dati privati ​​di medici specifici e ne hanno chiesto l’esecuzione. Incitare alla violenza è contro i Termini di servizio di Telegram. Abbiamo avvertito gli amministratori di questi canali prima di fermare la violazione, ma non hanno agito.  Inoltre, la procura di Torino ha confermato che il canale era pericoloso. Tendo a rispettare le autorità di Torino, città dove ho frequentato l’asilo e le elementari.  Per quanto riguarda i flashmob, sono inutili.  Su qualsiasi altra app mobile tali canali sarebbero stati rimossi settimane fa senza preavviso. A differenza della maggior parte delle altre piattaforme, Telegram consente agli utenti di esprimere ragionevoli dubbi e preoccupazioni in merito alla vaccinazione obbligatoria. Ciò che non permetteremo mai, tuttavia, sono gli appelli pubblici alla violenza, che sono stati limitati su Telegram dal 2015”.

Pavel Durov ha voluto anche sottolineare la sua vicinanza all’Italia, in particolare a Torino, città in cui è cresciuto. Ed è anche per quello che, al netto delle evidenze già emerse con l’aiuto del lavoro della Procura del capoluogo piemontese, la sua attenzione ai contenuti della chat “Basta dittatura” è stata maggiore rispetto ad altri casi. Perché quel canale, nel recente passato, è stato il veicolo di comunicazioni di stampo violento e di incitamento alla violenza (quindi non si parla di “libertà di espressione del pensiero” critico nei confronti dei vaccini). Come quando i no vax hanno iniziato a utilizzare quello strumento per scambiarsi i numeri e gli indirizzi di politici e medici favorevoli alla campagna di immunizzazione contro il Covid.

Le reazioni, ovviamente, sono state scomposte. Perché se il canale “madre” è stato chiuso per violazione dei “termini di servizio”, ci sono tanti altri gruppi “satellite” nati parallelamente e che risultano ancora essere attivi su Telegram. E lì i no no vax hanno dato il via a uno shitstorm nei confronti di Pavel Durov. Insomma, canali alternativi e dove trovarli.

(foto ipp/clemente marmorino)