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Alireza Fazeli-Monfared, il ventenne iraniano decapitato dal fratello perché omosessuale

In Iran l’omosessualità è punibile con la morte. Alireza voleva scappare e andare in Turchia dal fidanzato, ma non ha fatto in tempo.

Si chiamava Alireza Fazeli-Monfared, era iraniano, e aveva 20 anni. È stato decapitato dal suo stesso sangue, perché omosessuale. È stato ucciso dal fratello e dai cugini, che si son sentiti disonorati. Perché Alireza era stato esonerato dal servizio militare in Iran a causa di “depravazioni sessuali”, e loro lo erano venuti a sapere. A raccontare la sua storia sono stati IranWire e la Bbc Persia: la famiglia del ventenne avrebbe scoperto per caso che il figlio fosse omosessuale, perché avrebbe trovato il foglio con cui Alireza era stato esonerato dal servizio.

Non si sa se lui si sia accorto che la famiglia ormai sapeva, quello che si sa – lo dice la BBC sostenendo di avere dei suoi audio in cui lo ammetteva – è che Alireza negli ultimi giorni avesse paura della sua stessa famiglia, e che da quella casa volesse scappare. Per andare dove? In Turchia, dal fidanzato. Ma non ha fatto in tempo. Perché il 4 maggio il fratello lo ha fatto salire in auto, dicendogli che dovesse incontrare il padre. Poi però al posto di portarlo da lui, si è incontrato con i cugini e hanno deciso di ammazzarlo con una sorta di rito da delitto d’onore, decapitandolo. Perché in Iran questo è consentito: l’omosessualità in quella parte del mondo è punibile con la morte.

Lo abbiamo detto, Alireza aveva paura. E a confidarlo a IranWire è stato il suo migliore amico Aghil Abyat: “Martedì alle ore 19:00 Alireza ha avuto una conversazione telefonica con sua madre per l’ultima volta. A quel punto il suo fratellastro, con il pretesto che suo padre voleva vederlo, lo ha fatto salire in macchina e portato fuori città. Non ci sono state più sue notizie fino a mercoledì scorso, quando il fratellastro di Alireza ha chiamato sua madre e le ha detto di averlo finito”. La madre, ora, è stata ricoverata in ospedale ed è sono schock.