Attualità

Alessandro Alfano: le lauree e gli stipendi del fratello di Angelino a Report

Questa sera Report manderà in onda “C’è poste per te” il servizio su Alessandro Alfano, fratello del Ministro dell’Interno Angelino Alfano e dirigente delle Poste. Ed è una notizia, perché nei giorni scorsi Alessandro Alfano aveva cercato di bloccare la messa in onda del servizio di Giorgio Mottola per il programma condotto da Milena Gabanelli inviando una diffida dove si spiegava che le dichiarazioni da lui fatte nel servizio sono state “ottenute contro la mia volontà e da una persona che non si è qualificata come giornalista” ma la Gabanelli ha risposto che nel servizio si sente chiaramente Mottola qualificarsi e presentarsi come giornalista.
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Il bagno chimico “personale” di Alessandro Alfano

Ma perché questo servizio imbarazza così tanto il fratello del Ministro dell’Interno? A quanto pare perché viene mostrato il bagno chimico personale (sic) fatto allestire da Alfano nella sede della direzione “Sud 2” di Poste Italiane a Palermo, l’agenzia che gestisce il patrimonio immobiliare di Poste della quale Alessandro Alfano è dirigente. Su Repubblica Fabio Tonacci – che ha visto in anteprima il servizio – racconta che quella richiesta inserita nel progetto di adeguamento della sede di “Sud 2” è costata a Poste Italiane 5.900 euro (l’importo totale dei lavori è di 100mila euro). Alfano non si sarebbe fatto costruire un bagno personale perché non ci sono le condutture e quindi avrebbe optato per l’installazione di un WC chimico che, fanno sapere da Poste Italiane, sarebbe in realtà a disposizione di tutta la sala riunioni. Al tempo stesso Poste ha aperto un’inchiesta interna per scoprire chi abbia fatto inserire la richiesta nel capitolato dei lavori di ristrutturazione. Ma è solo per questa faccenda del bagno chimico che Alessandro Alfano ha chiesto di non mandare in onda il servizio? In realtà c’è anche dell’altro perché non è la prima volta che il fratello di Angelino Alfano finisce nel mirino di inchieste giornalistiche (e non solo). Mottola ha anche chiesto conto ad Alfano riguardo alla sua assunzione come dirigente alle Poste nel 2013, assunzione che attualmente al vaglio della Corte dei Conti su richiesta della Procura di Roma che ha intenzione di accertare il cursus honorum del fratello del Ministro.
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L’irresistibile carriera di Alessandro Alfano alle Poste

Il nome di Alessandro Alfano è stato fatto da Raffaele Pizza  – faccendiere fratello dell’ex sottosegretario del Governo Berlusconi Giuseppe Pizza – ed è finito nel fascicolo dell’inchiesta denominata Labirinto che vede al centro delle indagini un network che otteneva appalti per la fornitura di beni e servizi ad enti statali e ministeri grazie al pagamento di tangenti che venivano smistate anche a esponenti politici e a loro familiari. I lavori venivano poi realizzati con materiali di qualità inferiore per risparmiare e riprendersi i soldi regalati ai politici. In una intercettazione lo stesso faccendiere “evidenzia agli interlocutori l’evoluzione degli accordi politici convenuti con l’allora primo ministro, in virtù dei quali l’on Antonio Marotta venne designato a membro del Consiglio Superiore di Magistratura; il fratello Giuseppe Pizza venne nominato Sottosegretario presso il Ministero dell’istruzione e alla loro componente politica venne assicurato il controllo del consiglio di amministrazione di Poste Italiane”. In un’altra intercettazione (datata 9 gennaio 2015) tra Pizza e Pizza e Davide Tedesco (collaboratore del Ministro dell’Interno) il faccendiere spiegava di essere stato lui ad agevolare l’assunzione di Alessandro Alfano in Poste Italiane grazie ai suoi legami con l’ex AD di Poste Massimo Sarmi:

Lui come massimo (di stipendio, ndr) poteva avere 170mila euro e io gli ho fatto avere 160mila. Tant’è che Sarmi stesso gliel’ha detto ad Angelino: ‘Io ho tolto 10 mila euro d’accordo con Lino’ (Pizza, ndr), per poi evitare. Adesso va dicendo che l’ho fottuto perché non gli ho fatto dare i 170 mila

E dopo qualche tempo Alfano fu trasferito a Poste Tributi dove ottenne lo stipendio desiderato (al dire il vero qualcosa di più) da 180 mila euro. All’epoca Sarmi si difese dicendo che un amministratore delegato di un gruppo da 150 mila dipendenti non poteva certo sapere del trattamento economico di uno di essi e tanto meno interessarsene ma il Fatto Quotidiano rivela che tra le carte della Procura ci sarebbe la testimonianza di Claudio Picucci all’epoca capo delle risorse umane di Poste che ha raccontato che il curriculum di Alessandro Alfano gli fu recapitato proprio da Sarmi. Attualmente inoltre Alessandro Alfano percepisce uno stipendio da 200 mila euro, aumentato qualche tempo dopo il suo ritorno in Poste Italiane Spa (dirette ora da Francesco Caio) il 16 maggio 2016. Non male per uno che nel curriculum vanta una Laurea triennale in Economia conseguita a 34 anni dopo quindici anni di studi (risulta immatricolato nel 1993 e laureato nel 2009) che è entrato (inizialmente Alfano è stato assunto da Postecom) nella società senza concorso. Si capisce quindi che il bagno – chimico o d’oro che sia – è il minore dei problemi di Alfano. Ed infatti pare che nel servizio di Report verranno affrontate anche le questioni relative al suo curriculum da 200 mila euro – lui nel servizio si difende dicendo che detiene anche una laurea magistrale – e alle modalità con le quali è stato assunto in Poste Italiane. Ma non c’è solo Poste nel passato di Alfano: il suo primo incarico dopo la laurea è quello di segretario generale della Camera di Commercio di Trapani, vinto dopo aver partecipato ad un concorso per il quale però erano richiesti (tra le altre cose) almeno cinque anni di esperienza dirigenziale. La cosa venne alla luce e dopo qualche tempo (e notevoli imbarazzi per Berlusconi e Angelino Alfano, all’epoca molto più che compagni di partito) Alfano fu costretto a fare un passo indietro. Lui nel frattempo si difende così:

Sarebbe stato sufficiente al giornalista un semplice approfondimento per verificare l’infondatezza delle accuse che mi vengono mosse sia con riferimento alla natura del mio titolo di studio, sia ai titoli da me posseduti all’atto dell’instaurarsi del rapporto di lavoro, sia con riferimento alle procedure relative alla selezione per Segretario Generale della Camera di Commercio di Trapani. Bastava forse ricordare che quasi tutti gli episodi citati sono già stati oggetto di approfondite verifiche giudiziarie che hanno certificato la correttezza del mio operato, la mia evidente condizione di parte lesa in un procedimento penale nel quale sono stato archiviato e cioè ‘ a seguito del quale non ho nemmeno subito un processo perché tutto si concluso ben prima del processo, con parole nette e chiare del giudice