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La morte di Abu Bakr Al-Baghdadi

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“Abbiamo seguito in diretta il raid contro Al Baghdadi, è stato come guardare un film. Questo grazie alla nostra tecnologia”: Donald Trump ha raccontato così la morte del leader dell’ISIS Al Baghdadi. Abu Bakr al-Baghdadi “era un uomo malato e depravato, violento ed è morto come un codardo, come un cane, correndo e piangendo”, ha raccontato Trump. “È morto dopo essere fuggito in un vicolo cieco, piangendo e urlando: si è fatto saltare in aria e ha ucciso tre dei suoi figli che erano con lui”.

La morte di Abu Bakr Al-Baghdadi

“La parte più difficile della missione è stata arrivare e andare via”, ha rivelato il presidente Usa Trump parlando dell’uccisione di Al Baghdadi. “Abbiamo informato la Turchia, sono stati eccezionali anche loro, abbiamo sorvolato parte del loro territorio”, ha aggiunto il presidente che poi ha ringraziato e elencato i Paesi che hanno contribuito: “Russia, Iraq, Siria, Turchia e curdi”. Gli Stati Uniti hanno usato otto elicotteri: la sua posizione era stata individuata in Siria qualche mese fa: nessuno delle truppe USA è morto, soltanto un cane è rimasto ferito. “Abbiamo scoperto dove si trovava Al baghdadi piu’ o meno nello stesso periodo in cui abbiamo deciso di ritirare i soldati dalla Siria” ma le precedenti missioni per prenderlo sono state cancellate perché si era spostato.

Dopo il blitz, le forze Usa sono rimaste “per due ore” nel compound, dove è stato trovato “materiale sensibile”, compresi “i piani futuri dell’Isis”. Con lui c’erano due mogli che sono morte. I soldati Usa hanno “portato via parti del corpo” di Abu Bakr al Baghdadi, dopo aver rimosso le macerie della galleria crollata dopo l’esplosione: “Sappiamo che ci sono i successori di Al Baghdadi e li stiamo controllando”. “Abbiamo il suo Dna, abbiamo dei campioni, sono stati fatti degli esami sul posto”, ha concluso il presidente degli Stati Uniti.

Chi era Abu Bakr Al-Baghdadi

L’autoproclamato califfo dell’ISIS ha governato sette milioni di persone e un territorio grande quanto il Regno Unito tra Siria ed Iraq a partire dal 2014 dopo essere nato in una povera famiglia di Samarra, a nord di Baghdad, ed essere stato uno studente di religione e un jihadista di secondo piano che però era riuscito a mettere d’accordo ex soldati di Saddam Hussein, altri soldati della guerra santa arrivati da tutto il mondo e anche alcune frange politiche del vecchio Iraq per costruire il suo regno dalla cima del pulpito della moschea Al-Nouri di Mosul, Capitale dello Stato Islamico caduta nel 2017. Era soprannominato “Il Fantasma” e il suo dominio è nel frattempo svanito un pezzo per volta: a marzo era caduta Baghouz in Siria, ultima roccaforte dell’ISIS, e migliaia di jihadisti del suo esercito sono nelle carceri curde, siriane o irakene. Da mesi Al Baghdadi era impossibilitato a comandare le truppe anche se i suoi video di propaganda lo facevano rivendicare attacchi in tutto il mondo. Diabetico e ferito almeno una volta, Ibrahim Awad al-Badri del suo vero nome, raramente ha mostrato la sua faccia.

al baghdadi mosul al nuri

Quando era al culmine del potere e il califfato era al massimo della sua forza l’unica sua apparizione pubblica è rimasta quella dal pulpito della moschea al-Nouri di Mosur. Poi è comparso in un video ad aprile, ma ha parlato attraverso molte registrazioni audio mentre sulla sua testa c’era una taglia da 25 milioni di dollari. La sua fama era presto diventata simile a quella di Osama Bin Laden, ucciso nel 2011 dalle forze speciali statunistensi in un altro compound in Pakistan, ma la sua ritrosia a comparire in video lo metteva agli antipodi della mente dell’11 settembre. Baghdadi, che aveva provato a studiare come avvocato e ad arruolarsi nell’esercito prima di prendere la via del Jihad, predicava in una moschea poco frequentata in Irak quando creò il suo primo gruppo terrorista nel 2003 durante l’invasione americana. Era padre di cinque figli avuti dalle due mogli che sono morte con lui oggi.

Il califfato dell’ISIS è distrutto

Venne arrestato nel febbraio 2004 e imprigionato nel campo di Bucca, una prigione costruita dagli americani nell’estremo sud dell’Iraq, dove conobbe i dignitari deposti da Saddam Hussein e dove ben presto venne a crearsi una specie di università della Jihad. Uscito dopo dieci mesi, aveva prestato fedeltà ad Abu Musab al-Zarqawi, ucciso durante un attacco aereo congiunto compiuto da forze statunitensi e giordane il 7 giugno 2006 in una casa vicino a Ba‘qūba.

abu bakr al baghdadi 1

Poi diventa braccio destro del suo successore Abu Omar Al Baghdadi, leader dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante dal 2006 al 2010, organizzazione terroristica attiva in Iraq e Siria, che viene ucciso in uno scontro con soldati americani ed iracheni il 18 aprile 2010 insieme ad Abū Ayyūb al-Maṣrī. Lì Abu Bakr Al Baghdadi prende il suo posto e cambia il suo nome in omaggio al primo califfo successore del profeta Maometto. L’IS conquista presto la supremazia del terrorismo mondiale, scalzando e facendo concorrenza ad Al Qaeda. Ma dopo la caduta dello Stato Islamico è stato costretto a scappare in una zona desertica a metà tra Siria centrale ed Iraq. È lì che nel luglio 2018 trova la morte suo figlio Houdhayfah al-Badri , ucciso da tre missili teleguidati russi. Sopravvive a diversi attacchi che avevano decimato la sua armata personale fino alla morte a Idleb, ultimo avamposto della jihad siriana.

Ma per la Russia il raid è falso

Il ministro della Difesa russo, attraverso il portavoce Igor Konashenkov, ha detto di non avere “informazioni attendibili sull’operazione per uccidere al-Baghdadi, condotta dall’esercito americano nella zona di de-escalation controllata dalla Turchia”. “L’aumento del numero di partecipanti diretti e di Paesi che presumibilmente hanno preso parte a questo ‘operazione’, ciascuno con dettagli completamente contrastanti, solleva legittimi quesiti e dubbi sulla sua stessa realtà e successo”, ha dichiarato il portavoce. Il generale russo ha in primo luogo osservato che “ne’ sabato, ne’ i giorni scorsi sulla zona di de-escalation di Idlib sono stati effettuati attacchi aerei degli Stati Uniti o della cosiddetta ‘coalizione internazionale’ da loro guidata”. Inoltre, ha continuato Konashenkov, va dimostrata con “prove dirette” degli Stati Uniti e di altri partecipanti al raid la presenza del leader dell’Isis in un territorio non controllato dal ramo siriano di al-Qaeda, principale rivale dell’Isis per il controllo della Siria.

baghdadi trump obama

In ogni caso dopo la sconfitta finale dell’Isis da parte dell’esercito governativo siriano, con il sostegno delle forze aeree russe, all’inizio del 2018, “l’ennesima ‘morte’ di Abu Bakr al-Baghdadi non ha assolutamente alcun significato operativo rispetto alla situazione in Siria o alle azioni dei restanti terroristi a Idlib”, ha concluso il portavoce.

Al Baghdadi dato per morto altre quattro volte

il capo dell’Isis era stato dato per morto diverse volte fin dal 2014. Di seguito un riassunto:

– Nel novembre 2014, circolano voci che Baghdadi era stato ferito o ucciso nei raid aerei contro un raduno di leader dell’Isis a Mosul, in Iraq. Il Pentagono non è in grado di confermare la notizia. – Il 13 novembre 2014, il gruppo jihadista diffonde una registrazione audio in cui chi parla dice di essere Baghdadi.

– Nell’ottobre 2015, le forze irachene sostengono di aver colpito un convoglio che trasporta Baghdadi in un raid aereo vicino al confine siriano, ma dicono che il suo destino è sconosciuto. Il personale di sicurezza locale dice che e’ “gravemente ferito”, ma l’Isis diffonde un messaggio audio il 26 dicembre in cui parla il leader.

– Il 16 giugno 2017 l’esercito russo dice che sta cercando di verificare se Baghdadi è stato ucciso in un raid notturno in Siria. Washington, che ha una taglia di 25 milioni di dollari sulla testa del leader, non conferma.

– Nel luglio 2017 l’Osservatorio siriano per i diritti umani con sede in Gran Bretagna dice di avere informazioni dai leader dell’Isis della provincia di Deir Ezzor che “confermano” la morte di Baghdadi.

– Il 31 agosto 2017 un alto generale americano dice che Baghdadi è probabilmente ancora vivo e probabilmente si nasconde nella Valle dell’Eufrate che si estende dalla Siria all’Iraq.

– L’ultimo video di Baghdadi, soprannominato “The Ghost”, viene diffuso dall’Isis ad aprile 2019. Si tratta della prima apparizione in cinque anni.

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