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Airbus A320, il giallo del pilota rimasto chiuso fuori dalla cabina

Il New York Times scrive che dall’audio registrato dalla scatola nera del volo Airbus A320 della GermanWings emerge che uno dei piloti era rimasto fuori dalla cabina di pilotaggio prima dello schianto, non potendo rientrare e per motivi ancora non chiari. Lo ha detto al giornale americano una fonte vicina alle indagini al giornale, raccontando che la conversazione tra i due prima del fatto era tranquilla, ma dopo si evince che uno dei due è rimasto fuori dalla cabina e non è riuscito più a rientrare. «Il pilota prima bussa leggermente, poi bussa ancora più forte ma nessuno gli risponde», scrive il NYT. Poi, secondo il giornale, il secondo pilota ha cercato di sfondare la porta senza riuscirci. «Non sappiamo ancora perché sia successo», ha detto l’investigatore, «ma l’unica cosa certa è che negli ultimi minuti di volo l’altro pilota (quello rimasto ai comandi) era solo e non ha aperto la porta». Lufthansa, la società madre di Germanwings, ha detto che «non abbiamo alcuna informazione dagli organi inquirenti che corrobori il racconto del New York Times. Non partecipiamo alle speculazioni, ma stiamo seguendo la questione». Non è chiaro ancora se ai comandi nel cockpit vi fosse il pilota o il copilota.  Il procuratore di Marsiglia Brice Robin, titolare delle indagini sullo schianto dell’Airbus 320, terrà una conferenza stampa alle 12. Brice parlera’ dalla sala dell’aeroporto di Marsiglia (a Marignane).

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L’immagine del luogo dove l’Airbus A320 è caduto dal sito della CNN

 
AIRBUS A320, IL GIALLO DEL PILOTA CHIUSO FUORI DALLA CABINA
Il giallo del pilota chiuso fuori dalla cabina suggerisce secondo la Cnn uno spettro più ampio di opzioni. Ma tra queste emergono due fra tutte: che il pilota rimasto all’interno sia stato colto da un malore e non sia stato più in grado di sbloccare (con l’interruttore posto sul quadro comandi) la porta (blindata su tutti i jet commerciali dopo l’11 settembre) o che – ipotesi definita “atroce” – si sia trattato di un atto deliberato di terrorismo, una missione suicida. Ipotesi, quest’ultima, finora non esclusa dalle autorità ma ritenuta altamente improbabile. Nel nastro che ha registrato gli ultimi 8 minuti fatali in cui l’aereo è sceso in quasi in picchiata da 38.000 a 6.000 piedi si sente il pilota «all’esterno bussare (prima) leggermente sulla porta senza ricevere alcuna risposta e poi con forza ma sempre senza ricevere una risposta, che non c’e’ mai stata. (Ad un certo punto) si sente come abbia di fatto tentato di abbattere la porta».
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La scatola nera dell’Airbus A320 con la registrazione dei dialoghi tra i piloti

Il Corriere della Sera spiega come funziona una scatola nera:

In gergo aeronautico si chiamanoCockpit voice recorder(Cvr) e Flight Data Recorder(Fdr). «La prima registra le conversazioni in cabina almeno delle ultime due ore di volo, la seconda i parametri tecnici delle ultime 25 ore», spiega Alessandro Cometa, responsabile dell’Ufficio laboratori dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv), deputata in Italia alle inchieste su incidenti aerei. «Da un decennio ci sono poi modelli in cui i due apparati sono accorpati, nel qual caso esistono comunque due scatole». Sull’A320 della Germanwings, immatricolato nel ‘91, i due apparati erano separati. La prima trovata è la Cockpit voice recorder fabbricata dall’americana L3-Aviation Recorder.
«Contiene i dati audio in cabina captati attraverso quattro microfoni e registrati in quattro canali diversi — continua Cometa —: del comandante, del copilota, di un terzo membro e quello posto sul “tetto della cabina” (overhead panel) che registra anche suoni e rumori, persino variazioni di regime del motore». La seconda scatola è il Flight Data Recorder: «Registra da 10 a 100 parametri in base ad aereo e peso al decollo, sono le indicazioni minime, ma i modelli più moderni monitorano fino a 1.000 parametri, 2.200 per un Boeing 787: velocità, quota, prua, assetto di volo, motori, avvisi». Negli aerei non modernissimi i dati sono registrati da sensori, in quelli di ultima generazione «Fly-by-wire» sono inviati direttamente dal computer di bordo: vengono registrati su microchip (modelli più avanzati)o nastri magnetici. «Nel primo caso si riesce a recuperare il 99,9% delle informazioni, nel secondo meno».

In questo video si spiega come funziona il sistema di sicurezza del cockpit:

Il copilota del volo Germanwings schiantatosi l’altroieri sulle Alpi francesi era stato assunto da Germanwings “nel settembre 2013” e aveva alle spalle 630 ore di volo. Lo ha riferito il gruppo Lufthansa, casa madre di Germanwings. Il pilota aveva oltre 10 anni di esperienza e oltre 6.000 ore di volo sugli apparecchi Airbus, aveva indicato fin da martedì, giorno dell’incidente, la Germanwings. Ora gli esperti si stanno concentrando sul sistema di sicurezza di apertura/blocco della porta, regolato da un singolo comando (una levetta) sulla consolle centrale tra i due piloti, regolato da norme internazionali dopo i dirottamenti dell’11 settembre 2001. L’unica conferma avuta dai responsabili delle indagini è che la registrazione comprende voci e suoni all’interno della cabina di pilotaggio. Su quanto rilevato nelle informazioni raccolte dal New York Times non ci sono ancora commenti di fonte ufficiale. Molto potrà dire inoltre l’aereo stesso che ‘parla’, a prescindere dai piloti, attraverso l’Acars (Aircraft Communication Addressing and Reporting System), un sistema di dati che collega via satellite il velivolo con la stazione di terra. In sostanza, tutti gli aeromobili inviano in tempo reale agli ingegneri del proprio centro operativo manutenzione a terra ogni parametro di volo ed ogni eventuale problema a cui si affiancano le informazioni dell’equipaggio di condotta. Nel caso dell’Airbus della Germanwings, quindi, se c’erano già alcuni problemi in volo il centro di controllo della manutenzione dovrebbe avere degli elementi di massima a disposizione. L’Airbus schiantatosi sulle Alpi francesi era piuttosto “impopolare” tra i piloti della Germanwings a causa dei suoi frequenti problemi tecnici. Era “uno degli aerei che rimanevano più spesso a terra”, ha detto al quotidiano tedesco Westdeutsche Allgemeine Zeitung un pilota della compagnia aerea che chiesto di mantenere l’anonimato. Come è emerso, l’aereo il giorno prima dell’incidente era rimasto a terra per un’ora a causa di una riparazione al portellone del carrello anteriore. La Lufthansa ha però escluso che l’episodio sia da mettere in relazione con la sicurezza del velivolo.
 
LA LISTA DEI PASSEGGERI DELL’AIRBUS A320
A più di 24 ore dall’incidente dell’Airbus Germanwings, in volo da Barcellona a Dusseldorf, che si è schiantato nelle Alpi francesi non è stata diffusa una lista confermata dei passeggeri che erano a bordo. Secondo quanto comunicato dall’amministratore delegato della compagnia low cost, Thomas Winkelmann, a bordo risultavano 72 tedeschi e 35 spagnoli. Un portavoce del governo spagnolo ha poi però detto in via provvisoria che i cittadini spagnoli a bordo sarebbero 51. A questi si aggiungerebbero tre americani, secondo quanto comunicato dal Dipartimento di Stato Usa, due australiani – una donna 68enne e il figlio di 29 anni, secondo il ministro degli Esteri australiano Julie Bishop – e almeno tre cittadini britannici, ha detto il ministro degli Esteri britannico Philip Hammond. Tra i passeggeri risulterebbero anche un cittadino danese, tre cittadini kazaki, due giornalisti iraniani. Funzionari del governo giapponese stanno cercando di confermare la presenza di due giapponesi mentre le autorità di Buenos Aires avrebbero confermato la presenza di due argentini. Secondo i media, però, uno dei due sarebbe nato in Paraguay. Sono riprese all’alba le operazioni di recupero delle vittime. I primi corpi, sparsi sul massiccio dei Trois-Eveches, sulle Alpi francesi al confine con l’Italia dove l’aereo si è schiantato, sono stati portati via con gli elicotteri nel tardo pomeriggio di ieri. Inizieranno oggi le operazioni di identificazione e, sempre oggi, in Alta Provenza è previsto l’arrivo delle famiglie delle vittime. La macchina organizzativa francese lavora da ieri per offrire loro “la migliore accoglienza”. Sul posto sono già stati reclutati quaranta interpreti di tedesco e spagnolo, la lingua della maggior parte delle vittime, e quattro unità medico-psicologiche, due francesi, una tedesca e una spagnola.

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