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Agnese Landini: è nata una stella?

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Agnese Landini si sta facendo vedere “troppo” al fianco di Matteo Renzi? O meglio, il Presidente del Consiglio sta “usando” la figura della moglie per migliorare la sua immagine e guadagnare consensi? Sembrano queste le domande suggerite ieri da Giovanni Minoli durante l’intervista al premier ha chiesto “lei è andato tra i terremotati con sua moglie, come mai?“. Il riferimento è alla visita di Renzi con la moglie a Preci (Perugia) uno dei borghi epicentro del terremoto del 30 ottobre 2016.

Davvero Agnese Landini è più presente del solito?

Renzi ha spiegato che è in quelle occasioni che pensa che sia giusto che presentarsi assieme, come famiglia e del resto ha spiegato di essere andato lì per la messa di Ognissanti perché il vescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo è anche il padrino dei suoi figli. Per la cronaca la visita di Renzi nella zona del sisma è stata una visita in forma privata. Secondo Minoli però ultimamente Agnese Landini è sempre più presente al fianco del Presidente del Consiglio: il riferimento evidentemente è alla cena di gala alla Casa Bianca con i coniugi Obama ma anche alla presenza della Landini alla Leopolda (dove però è sempre andata). Insomma, la moglie di Renzi sta incidendo maggiormente nelle vicende politiche del marito? Renzi lo esclude: «fortunatamente non ha desiderio di apparire o di decidere chissà cosa in politica» ma non si può non notare come recentemente Agnese Landini sia molto più esposta a fianco del premier. Come abbiamo spiegato però la visita negli USA richiedeva in un certo senso la presenza formale della Landini, e le polemiche sulla sua assunzione in ruolo a Firenze, con le accuse di essere una raccomandata difficilmente hanno aiutato Renzi a guadagnare consensi. Riguardo alla Leopolda, dove la Landini non è intervenuta a parlare sul palco (come avrebbe potuto fare, ed ha fatto, una Michelle Obama quando è scesa in campo per aiutare la campagna elettorale del marito prima, e della Clinton poi) c’è da dire che che Agnese Renzi ci è andata anche negli anni scorsi ed è stata sempre fotografata. L’anno scorso ad esempio Novella Duemila ci dava conto della freddezza tra la Ministra Maria Elena Boschi e Agnese Renzi, freddezza che – sempre stando a guardare le foto – quest’anno sembra essere scomparsa. Del resto però la Landini quest’anno alla Leopolda era sotto al palco assieme a buona parte dello stato maggiore del PD e dei renziani. Eccola mentre ascolta l’intervento del marito a fianco di Alessandra Morett, della Boschi, del Ministro Dario Franceschini e di una delle “star” del giorno, lo psicanalista Massimo Recalcati (quello che ha parlato in termini clinici degli elettori del No).

Matteo Renzi come Tony Blair, fino in fondo

È vero, per gli standard della politica italiana Agnese Landini sembra essere “troppo presente”: basta guardare la storia dei precedenti governi per accorgersi che le mogli dei Presidenti del Consiglio non esistevano come figure pubbliche. Da Andreotti passando per D’Alema, Craxi (che però ci ha lasciato in eredità due figli che fanno politica), Prodi o Letta (si preferì parlare dello zio famoso) delle consorti dei capi di Governo poco si sapeva. Pure Silvio Berlusconi, uno che la famiglia l’ha usata parecchio all’inizio della sua carriera politica Veronica Lario l’ha fatta lentamente uscire di scena (fino all’epilogo che tutti sappiamo). Le first lady d’Italia sono sempre state le mogli (o le figlie, come nel caso di Oscar Luigi Scalfaro) dei Presidenti della Repubbblica e siamo più propensi a considerare come la nostra Casa Bianca il Quirinale invece che non Palazzo Chigi, che pure è la residenza ufficiale del Presidente del Consiglio. Insomma generalmente nella storia della politica italiana la moglie del capo del Governo non è mai stata un personaggio pubblico. Non è che l’Italia sia un’anomalia in questo senso Joachim Sauer (il signor Merkel) si fa vedere davvero poco in pubblico (tanto che il Telegraph poco tempo fa titolava su un “raro avvistamento” del marito della cancelliera tedesca a margine di un vertice del G7). Curiosamente però la Merkel usa in politica il cognome dell’ex marito (essendo il suo cognome Kasner). In Francia la situazione è più simile alla nostra (anche se i poteri di Presidente e Primo Ministro sono diversi) e quindi sappiamo tutto delle amanti di Hollande o delle vicissitudini matrimoniali di Sarkozy ma nulla sulle mogli di Manuel Valls o Dominique de Villepin. Per cercare di capire il ruolo della Landini bisogna forse guardare oltre Manica perché alla fine Renzi è un blairiano fuori tempo massimo, così blairiano che l’ex premier britannico più volte ha detto di considerarlo suo erede e che lui stesso ha dichiarato in un’intervista al New York Times di voler riformare il PD e l’Italia come Blair ha fatto con con il Labour e il Regno Unito.

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La foto della famiglia Renzi scattata da Annie Leibovitz per Vogue America

 
E proprio la moglie di Tony Blair, Cherie, è stata una delle artefici del successo mediatico della figura del marito nei dieci anni durante i quali la coppia ha vissuto al numero 10 di Downing Street. Certo, ci sono delle importanti e significative differenze, una su tutte il fatto che la Landini non sia andata ad abitare a Palazzo Chigi ma sia rimasta a casa, anche per motivi di lavoro. Ma forse in questa manovra – per il momento solo referendaria, poi si vedrà – di Renzi di accompagnarsi più spesso alla moglie nelle uscite pubbliche si può leggere forse la fase embrionale di una strategia comunicativa molto più americana (e blariana) per coinvolgere la moglie a sostegno della sua azione politica; si inizia magari in sordina, con una lettera a Vanity Fair per parlare di famiglia e disabilità o con una foto di famiglia nell’intervista di copertina a Renzi pubblicata a metà settembre da Vogue America. Non c’è nulla di male o di sbagliato nel farlo, naturalmente, è una piccola novità che introduce una maggiore forma di personalizzazione della politica – con l’accostamento della famiglia presidenziale con la grande famiglia del popolo italiano –  rispetto a quella a cui l’elettorato italiano è solitamente abituato. Sarà da vedere se questa strategia sarà vincente o meno.