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L'aggressione neofascista al candidato M5s durante un comizio a Nardò

Massimiliano Cassano|

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Prima di passare il microfono al candidato sostenuto da Pd e M5S Carlo Falangone, il sindaco uscente del comune di Nardò, Pippi Mellone, area di riferimento estrema destra, ha detto ai presenti in piazza Salandra: “Potete andarvene, così evitate brutti incontri con chi ha rappresentato il male in questa città. Li asfalteremo”. Poi tra la folla si è scatenato un parapiglia, e un candidato grillino al consiglio comunale del paese nel Leccese, Tiziano De Pirro, è stato aggredito da un sostenitore dell’attuale primo cittadino, considerato vicino a Casapound. “Loro stavano abbandonando la piazza – racconta dall’ospedale De Pirro – e io, con gli altri candidati di centrosinistra, stavo salendo sul palco e avevo una bandiera del M5S. Questa persona, che conosco ed è di Nardò come me, mi ha guardato male e mi ha insultato. Io gli ho solo detto di andare avanti e non so cosa gli sia scattato, fatto sta che mi ha colpito con uno schiaffo e un pugno”. Una violenza che gli ha procurato una frattura a un dito e la sospetta lesione di un timpano.

Il capogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera Francesco D’Uva ha definito l’aggressione “un atto grave e preoccupante”. “Questi vili gesti – ha scritto in una nota – sono emblema di una deriva che mette a rischio la democrazia e la partecipazione alla vita pubblica e politica del nostro Paese”. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “La violenza – ha scritto – in tutte le sue manifestazioni, è sempre da condannare con fermezza e tutte le forze politiche dovrebbero prendere le distanze da questo gesto”.

Ma non è tutto: durante il comizio alcuni esponenti vicini a CasaPound presenti sotto al palco hanno insultato una ragazza candidata con il Pd, urlando epiteti omofobi nei confronti di un suo cugino omosessuale. Lo ha denunciato il candidato sindaco Falangone in una nota ufficiale: “Esprimo solidarietà sia nei confronti del candidato pentastellato sia nei confronti della candidata che è stata aggredita verbalmente vicino al palco del mio comizio e di un cittadino presente nel pubblico che è stato offeso per il suo orientamento sessuale da altri sostenitori di destra”. Falangone se l’è poi presa con Mellone, “colpevole” – secondo lui – di aver aizzato gli animi. “Un sindaco – ha spiegato – non può qualificare come ‘il male’ coloro che non lo sostengono. Parole inqualificabili che diventano ancora più gravi da chi ricopre ruoli istituzionali”.

Ma il primo cittadino di estrema destra, sostenuto anche dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, ha ridimensionato l’accaduto, spiegando che si sia trattato di una “aggressione causata da motivi personali” che “nulla ha a che vedere con la politica”. Secondo Mellone tra i due protagonisti dello scontro nella piazza principale di Nardò ci sarebbe un’ antipatia calcistica. “Da parte mia auguro alla persona aggredita una pronta guarigione – ha aggiunto il sindaco – ma detto ciò trovo stomachevole che i soliti sciacalli provino a strumentalizzare perfino queste circostanze. Siamo stanchi di veder utilizzato ogni pretesto per cercare di avere un tornaconto politico. Un atteggiamento da avvoltoi e una retorica di cui si devono vergognare”.