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Ricongiunto alla famiglia il bimbo scomparso dopo essere stato affidato ai militari nell’aeroporto di Kabul

Sohail Ahmadi, il bimbo di pochi mesi scomparso dopo l’assalto all’aeroporto di Kabul in seguito alla presa di potere dei Talebani, è stato ricongiunto col nonno e presto potrebbe raggiungere i genitori e gli altri fratelli che ora si trovano negli Stati Uniti

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Durante i caotici momenti dell’evacuazione da Kabul in seguito alla presa di potere da parte dei Talebani il piccolo Sohail Ahmadi era stato consegnato dai suoi genitori a un soldato americano oltre la recinzione dell’aeroporto, affidato ai militari per evitare che rimanesse ferito nella calca. Una volta all’interno dello scalo, il piccolo non era stato più ritrovato dai genitori, che avevano diritto a lasciare il Paese. La ricerca frenetica non aveva dato buon esito e il padre del bimbo, Mirza Ali Ahmadi, che aveva lavorato come guardia della sicurezza all’ambasciata americana a Kabul, sua madre Suraya e gli altri quattro figli erano stati fatti salire su un volo per l’evacuazione. Per quattro mesi i genitori non hanno avuto idea di dove fosse il loro figlio minore. Solo a novembre, spiega la Bbc, il piccolo è stato rintracciato a casa di un tassista di 29 anni, Hamid Safi. Questi ha raccontato di aver trovato Sohail da solo a piangere e per terra all’aeroporto e di averlo portato a casa dalla moglie e dagli altri figli dopo non aver trovato i suoi parenti. Lo ha chiamato Mohammad Abed e ha postato la sua foto insieme a quella dei suoi figli sulla sua pagina Facebook.

Ricongiunto alla famiglia il bimbo scomparso dopo essere stato affidato ai militari nell’aeroporto di Kabul

Una volta riconosciuto, il nonno del bambino, Mohammad Qasem Razawi che vive nella provincia nord-orientale del Badakhshan, ha raggiunto Kabul per chiedere che il bambino fosse restituito. “Stiamo festeggiando e cantando, sembra una festa di matrimonio”, ha detto l’anziano, con il resto della famiglia, ora in Michigan, che ha assistito via video chat. La coppia fu evacuata con gli altri figli di 17, 9, 6 e 3 anni, arrivando a Fort Bliss, in Texas, dopo un lungo viaggio con tappe prima in Qatar e poi in Germania. Tutti sperano che presto vengano presi accordi per portare Sohail negli Stati Uniti e permettergli di riabbracciare i suoi genitori.