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L'aereo militare per Vittorio Emanuele III: perché?

Un aereo dell’Aeronautica militare ha trasportato a Cuneo le spoglie di Vittorio Emanuele III. L’aereo, partito dal Cairo, è giunto all’aeroporto di Cuneo dopo aver fatto una sosta intermedia in Italia. Ovvero, un volo di Stato è stato utilizzato per riportare in Italia la salma di colui che non si oppose all’avvento della dittatura fascista, firmò la vergogna delle leggi razziali contro gli ebrei, portò il Paese al disastro della guerra al fianco dei nazisti e abbandonò vigliaccamente i suoi soldati fuggendo. Una scelta incomprensibile da parte del governo italiano e della ministra della Difesa Roberta Pinotti, che ha avuto l’ideona di far pagare così il trasporto di una salma a tutti gli italiani nonostante la storia la sconsigliasse fortemente.
vittorio emanuele III aereo militare 1
Carla Di Veroli, nipote di Sonia Spizzichino (unica donna tornata dalla retata del Ghetto di Roma) e di Angelo Di Veroli (partigiano), ha chiesto spiegazioni sulla pagina della ministra Pinotti, che sulla sua pagina Facebook tace riguardo la questione nonostante i molti interrogativi che suscita la spesa di soldi pubblici per un fatto che dovrebbe essere invece privato e che riguarda persone che di sicuro hanno la disponibilità economica per effettuarlo.
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Con le leggi razziali che il Re firmò agli ebrei venne proibito di prestare servizio militare, esercitare l’ufficio di tutore, essere proprietari di aziende, essere proprietari di terreni e di fabbricati, avere domestici “ariani”, di fare matrimoni misti. Gli ebrei vennero anche licenziati dalle amministrazioni militari e civili, dagli enti provinciali e comunali, dagli enti parastatali, dalle banche, dalle assicurazioni e dall’insegnamento nelle scuole di qualunque ordine e grado. Infine, i ragazzi ebrei non potevano più essere accolti nelle scuole statali. La ministra Pinotti dovrebbe far sapere agli italiani se tutto questo è stato per caso dimenticato e chi lo ha deciso. Altrimenti si potrebbe porre lo stesso interrogativo alla Corte dei Conti. Sperando che da quelle parti alberghi ancora la memoria che al ministero scarseggia. Anche se il ministero della Difesa fa sapere che tutto ciò che ha riguardato esumazione, trasferimento e inumazione delle salme in Francia, in Egitto e in Italia è stato a carico dei Savoia.