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Gli insulti omofobi e sessisti di Mario Adinolfi a Emmanuel Macron e a sua moglie Brigitte

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Cos’ha capito Mario Adinolfi del risultato del primo turno delle elezioni francesi? Non molto, almeno a giudicare dal recente post su Facebook tutto incentrato in un attacco personale ad Emmanuel Macron di En Marche! dove, con il tatto e la sensibilità che lo contraddistinguono da sempre (ad eccezione di quando piagnucola per gli attacchi che subisce “ingiustamente”) se la prende con la moglie di Macron, Brigitte Trogneux. Per il leader del Popolo della Famiglia il problema è duplice: la signora Macron ha 24 anni più del trentanovenne marito e soprattutto Brigitte è “la copertura di un’omosessualità di Macron”.
 
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Gli insulti omofobi e sessisti di Mario Adinolfi

Ieri sera durante la sua proverbiale maratona il direttore del Tg de La 7 Enrico Mentana ha detto che parlare della moglie di Macron “è una fesseria umana”. C’era pure un tempo in cui Adinolfi era il portavoce della generazione “under 40”, poi però ha compiuto 41 anni e tutto è finito lì. Se non altro Adinolfi vuole essere originale, in una giornata in cui i sostenitori di Marine Le Pen agitano lo spettro del complotto dei Rothschild e della finanza internazionale per far vincere Macron al secondo turno ecco che ci tocca occuparci di questioni da camera da letto e della “logica di lobbismo gay”. Perché lo scandalo è doppio: c’è l’innaturalità di una relazione con una donna che “potrebbe essere sua madre” che si va ad aggiungere all’innaturalità della relazione omosessuale (vera o presunta che sia) già di per sé contro natura. Omofobia e sessismo concentrati tutti in una decina di righe. E non tirate fuori la storia di Donald Trump (settant’anni) che sposa una donna più giovane di lui di 26 anni perché è qualcosa di molto più accettabile: “la natura spiega facilmente il perché”. Certo, Melania Trump ha appena sette anni di più del figlio maggiore del Presidente USA (e nove più di Ivanka Trump) ma questi sono dettagli. Dettagli che solo un uomo sposato con una donna diciassette anni più giovane di lui come il leader del PdF preferisce non cogliere. Come è un dettaglio che la cattolicissima Marine Le Pen abbia alle spalle due divorzi e che attualmente abbia un “compagno” e non un marito. Chissà se quando Mario Adinolfi si presenterà alle politiche preferirà essere giudicato per il suo programma elettorale o per la sua vita privata.
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Come Nina Moric offende Brigitte Trogneux e Agnese Renzi

Ma Adinolfi non è l’unico a metterla sul personale ricorrendo, ad esempio anche Nina Moric – che sta muovendo i primi passi nel mondo del neofascismo assieme agli amici di Casa Pound – ha deciso di dedicarsi agli insulti sessisti. Insulti che sicuramente giustificherà fra qualche ora dicendo che stava solo facendo “black humour” e che quello è lo stile di comunicazione diretto di chi sa parlare al popolo e ai giovani dell’Internet senza nascondersi dietro il politicamente corretto. In un post in cui dà prova di non aver capito nulla di politica francese (e dimenticando le percentuali da zero virgola prese da Casa Pound alle amministrative a Roma) istituisce un curioso paragone tra Macron e Matteo Renzi:

Macron si definisce europeista e progressista, insomma un Matteo Renzi più carino, che invece della “S” da rimbambito quando parla sfoggia la “R moscia” e che invece delle Geox usa le Sneakers di Lacoste, per moglie hanno entrambi scelto un mostro, Renzi lo ha scelto con i capelli neri, Macron con i capelli biondi.

Un’argomentazione davvero originale che dà la misura della profondità del pensiero di chi utilizza la pagina di Nina Moric per promuovere l’ideologia dei fascisti del terzo millennio. Il sessismo non è solo cosa da uomini e anche le donne sanno essere altrettanto spietate. Chissà se a Nina Moric quando si candiderà ufficialmente per Casa Pound piacerà essere ricordata come la ex-moglie di un truffatore seriale o se avrà piacere di subire gli stessi giudizi politicamente scorretti sul suo aspetto fisico.
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Nei bassifondi dell’Internet si agitano numerosi opinionisti che ci scavano nella vita privata di Macron per trovare la prova che è tutto un complotto per far trionfare l’immoralità e la pudicizia. Il doppio standard è evidente: la Le Pen viene giudicata per il suo programma elettorale (ovviamente senza entrare nel merito perché altrimenti sarebbe un disastro) mentre di Macron tiene banco la sua relazione sentimentale, con frecciatine sul fatto che sia iniziata “ai tempi del liceo” (i due però si sono sposati solo nel 2007) e commenti sarcastici da parte di chi si indigna perché non può definire Brigitte una “pedofila” come lo facevano invece i soliti radical chic parlando di Berlusconi e dei suoi bunga-bunga.