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Acufene, in Italia a soffrirne sono oltre 6 milioni di persone

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acufene cosa è

Percepito come un ronzio insolito, un fastidioso tintinnio, come un fischio o un fruscio, l’acufene si avverte nelle orecchie, rimbalza nella testa e, di fatto, non è originato da fattori esterni.

Debole o forte, il suono può coinvolgere un solo orecchio o entrambi, in maniera continua o intermittente, creando una sofferenza persistente e fastidiosa, che talvolta diventa difficile da tollerare.

In Italia a soffrire di questo disturbo sono oltre 6 milioni di pazienti, e più di 400mila in maniera grave. A confermare i numeri è una ricerca condotta dagli epidemiologi Silvano Gallus e Alessandra Lugo dell’Istituto Mario Negri di Milano. Realizzata in stretta collaborazione con gli esperti dell’Università britannica di Nottingham, dell’Università di Ratisbona, in Germania, e dell’Università-Watt, in Malesia, la ricerca è stata pubblicata sulle pagine della prestigiosa rivista “Lancet Regional Health Europe”.

Che cosa sono gli acufeni?

A chi si chiede che cosa sono gli acufeni, e come si sviluppano, è essenziale spiegare che non si tratta di una vera e propria patologia, piuttosto di un sintomo di potenziali malattie dell’orecchio interno, ma più frequentemente è conseguenza di malattie neurologiche.

Quel che è certo è che una forma grave di acufene può portare, inevitabilmente, alla riduzione dell’udito, andando a incidere sulla qualità della vita del paziente.

Nel parlare della ricerca, la dottoressa Lugo ha sottolineato aspetti interessanti e la considerazione che  “la prevalenza dell’acufene aumenti significativamente con l’età e il peggioramento dell’udito, mentre risulti simile in ambo i sessi”.

Di fatto, al momento “non ci sono cure o farmaci approvati per trattare l’acufene, ma ci sono terapie disponibili per aiutare a convivere col sintomo. E alcune ultime ricerche sui farmaci stanno mostrando risultati promettenti”.

La Tinnitus Retraining Therapy, trattamento riabilitativo per eliminare gli acufeni

Fra le soluzioni più interessanti, offerte dal panorama medico per la cura dell’acufene, merita grande attenzione una tecnica di trattamento riabilitativo come la TRT, ovvero Tinnitus Retraining Therapy.

Entrando nel merito scopriamo che si tratta di una terapia di riabilitazione, grazie alla quale, con una personalizzazione dei protocolli riabilitativi, è consentito ridurre l’intensità del disturbo.

Questa terapia può essere agevolmente abbinata anche ad altre cure farmacologiche, per ottenere risultati a più ampio spettro.

Il percorso diagnostico

Per affrontare l’acufene nella maniera corretta, è importante intraprendere un percorso diagnostico, che si avvia con l’ascolto del paziente per intuire la reale portata del disagio, per poi indagare sull’insorgenza e completare il quadro clinico generale del soggetto. Il passo successivo considera l’esecuzione di tutta una serie di test diagnostici uditivi, per approfondire la condizione generale del sistema uditivo.

Fra gli esami audiometrici da affrontare, non possono mancare l’audiometria tonale fino alle alte frequenze, l’acufenometria, la timpanometria, lo studio del riflesso stapediale e le otoemissioni acustiche.

In base alle esigenze del paziente si può propendere per indagini anche più accurate, che coinvolgono i potenziali evocati uditivi, conosciuti anche come ABR, Auditory Brainstem Response, test neurologici che studiano efficienza e condizioni del nervo acustico, per intuire se possono esserci lesioni o malattie.

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