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L'accordo raggiunto alla Cop27 secondo molti non è sufficiente

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I Paesi che hanno partecipato alla COP27, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, hanno trovato un accordo: hanno deciso di istituire un fondo di compensazione con cui i Paesi ricchi aiuteranno quelli che più poveri e che subiscono di più le conseguenze del cambiamento climatico. Si tratta del cosiddetto Loss and damage fund, cioè fondo per perdite e danni. La COP27 avrebbe dovuto concludersi venerdì 18 novembre ma i negoziati sono continuati anche sabato e l’accordo è stato raggiunto domenica mattina.

Cosa prevede il Loss and damage fund?

L’idea alla base dell’accordo è che siano i Paesi che inquinano di più a risarcire gli altri. I Paesi che stanno investendo ora per lo sviluppo delle proprie attività produttive non possono beneficiare delle soluzioni adottate in passato dai Paesi che oggi producono di più, che erano soluzioni più economiche rispetto a quelle sostenibili ma molto inquinanti. Il fondo dovrebbe essere applicato allo sviluppo e al finanziamento di soluzioni che aiutino a contrastare gli effetti più gravi del cambiamento climatico, come le inondazioni, e alla realizzazione della transizione energetica. Un comitato composto dai rappresentanti di 24 Paesi si riunirà nel corso del prossimo anno per decidere quali Paesi potranno beneficiare del fondo.  Durante la COP27 la richiesta di istituire un fondo per i Paesi in via di sviluppo è stata sostenuta da una delegazione di 134 paesi guidata dal Pakistan, colpito da gravissime inondazioni nel corso dell’ultimo anno. Molti dei Paesi occidentali invece non si erano dimostrati disponibili a supportare economicamente i Paesi più poveri né ad ammettere le proprie responsabilità riguardo l’impatto ambientare ma di recente l’Unione europea si è dimostrata più aperta alla possibilità di istituire il fondo di compensazione, anche se vuole che il fondo non venga usato per fare pagamenti diretti. Bisogna ancora stabile quali Paesi saranno tenuti a sostenere economicamente quelli in via di sviluppo e sarà molto importante stabilire il ruolo della Cina, uno dei Paesi che più inquina e  primo Paese per emissioni di gas serra.

L’accordo raggiunto alla COP27 non è soddisfacente per molti

L’Unione europea ha espresso «delusione» per la «mancanza di ambizione» nell’accordo finale raggiunto dai Paesi della Cop27 per ridurre le emissioni di CO2. «Quello che abbiamo davanti non è abbastanza da costituire un passo in avanti per la popolazione del pianeta. Non porta sufficienti sforzi aggiuntivi da parte degli inquinatori maggiori per un incremento e un’accelerazione delle loro emissioni», ha dichiarato il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans. Secondo Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, i negoziati non hanno affrontato la riduzione delle emissioni. Secondo Timmermans il documento della Cop27 che sancisce l’accordo tra i Paesi «non è sufficiente» nella lotta al cambiamento climatico, e il Loss and damage fund «non è sufficiente per la mitigazione». «Vi chiedo di riconoscere che tutti abbiamo mancato nell’azione per minimizzare le perdite e i danni. Avremmo dovuto fare molto di più, e questo vuol dire ridurre le emissioni molto più rapidamente», ha detto Timmermans  intervenendo alla plenaria conclusiva della Cop27.