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A Trani è stato rubato il furgone degli atleti della nazionale di calcio in carrozzina

Erano pronti per lasciare la Puglia e arrivare a Jesolo per il ritiro. Ora rischiano di non farcela, perché i costi son troppo elevati.

Erano pronti per partire, direzione Jesolo. Gli atleti di calcio per disabili avevano fatto di tutto per riuscire a comprare il furgone e l’attrezzatura per andare in ritiro con la nazionale di Powerchair football, il calcio in carrozzina elettrica. E stamattina, dopo che ieri sera lo avevano caricato e lasciato nel parcheggio della chiesa dei Santi Angeli custodi, l’amara scoperta: qualcuno l’ha rubato. Ha rubato il veicolo, le carrozzine presenti all’interno e tutto il materiale (per un valore complessivo di circa 70mila euro). Ma non solo, insieme a tutto questo, i ladri sino portati via anche i sogni dei giovani atleti, che non vedevano l’ora di lascare la Puglia e arrivare in Veneto, per allenarsi e giocare. Adesso però è partito l’appello per ritrovarlo quel Fiat Ducato, e la presidente di “Oltre sport” si è rivolta ai social e alla stampa per cercare di riportarloa casa. Ha scritto su Facebook Anita Pallara:

RUBATO A TRANI PRESSO LA CHIESA DEI “SANTI ANGELI CUSTODI”: Stanotte hanno rubato il furgone della OLTRE SPORT targato ET052JG pronto a partire per il ritiro della nazionale italiana di calcio in carrozzina a Jesolo. Nel furgone ci sono le nostre carrozzine da gioco, le attrezzature e soprattutto i nostri sogni e sacrifici.VI PREGO CONDIVIDETE E AIUTATECI A RITROVARLO!
Anita Pallarasi è poi rivolta ai giornalisti, a cui ha raccontato quanto successo: “Lo abbiamo lasciato nel luogo più sicuro di tutti gli altri. La notte scorsa però qualcuno ha forzato il cancello del parcheggio e lo hanno rubato”. Quello che sorprende (ma neanche troppo) è che sulle fiancate ci fossero le effigie dell’associazione “Oltre Sport” e delle “Famiglie Sma”, che ovviamente facevano capire che si trattasse di un mezzo per persone diversamente abili: “A Jesolo – continua ancora Anita Pallara – oltre che ad allenarci e a fare partitelle ci sarebbero stati momenti di socializzazione dopo il lungo isolamento provocato dalla pandemia. Avremmo incontrato la nazionale di hockey in carrozzina elettrica, che è campione del mondo, altri atleti e personaggi del mondo dello sport. Ora, invece, rischiamo di non partire più perché per noi quell’attrezzatura è insostituibile sia perché è fatta su misura sia per il suo valore economico”.