Sport

A Tokyo Bebe Vio si conferma sul gradino più alto del podio, è la 18esima medaglia per gli azzurri | VIDEO

L’atleta veneta aveva vinto già contro Jingjing Zhou, la cinese era stata sconfitta 5 anni fa alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro.

bebe vio oro tokyo scherma

Bebe Vio raddoppia, come al solito è il simbolo degli azzurri ai giochi parolimpici. Dalla laguna si conferma campionessa paralimpica nel fioretto femminile categoria B. A Tokyo la 24enne veneta si impone in finale per 15-9 sulla cinese Jingjing Zhou, già sconfitta 5 anni fa alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro.

La nostra portabandiera aveva conquistato un vantaggio di ben 5 lunghezze di vantaggio sull’avversaria. Poi un piccolo sbandamento, che l’ha portata a subire tre stoccate consecutive, prima dello sforzo finale che le è valso il gradino più alto del podio. Quella di Bebe Vio – atleta del gruppo sportivo delle fiamme oro della Polizia di Stato – è la 18esima medaglia per l’Italia alle Paralimpiadi di Tokyo, la quinta d’oro. Subito dopo la stoccata vincente l’atleta veneziana si è lasciata andare a un momento di felicità e commozione con il suo staff, per poi proseguire i festeggiamenti con una corsa verso la tribuna.

In semifinale aveva battuto per 15-4 la russa Ludmila Vasileva e ai quarti di finale la georgiana Irma Khetsuriani per 15-6. Non ce l’ha fatta invece a raggiungere il podio Matteo Betti, 35enne di Siena, che ha perso per 15-11 la finale per la medaglia di bronzo nel fioretto maschile, categoria A, contro il russo Nikita Nagaev.

Domani per Bebe Vio la missione più difficile: provare a trascinare al successo anche la squadra di fioretto. Nel 2016 a Rio le azzurre vinsero il bronzo.

A Tokyo Bebe Vio si conferma sul gradino più alto del podio, è la 18esima medaglia per gli azzurri. Dalle qualificazioni da favola al successo finale

Si era ritirata negli scorsi giorni dalla sciabola, senza fornire alcuna spiegazione, almeno all’inizio. Nel suo annuncio diceva che avrebbe fornito ulteriori dettagli, che poi ha fatto filtrare nei giorni successivi: avrebbe preferito “preservarsi” per non peggiorare alcuni acciacchi fisici che la stanno facendo soffrire da un po’ di tempo. La sua medaglia acquista un valore ancora maggiore se si pensa che è stata vinta nonostante non fosse ancora al 100% dal punto si vista atletico.