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A Genova Grillo e i suoi spalano il fango… addosso agli altri

grillo genova

Beppe Grillo ieri è andato a farsi un giro a Genova, a vedere lo stato dei lavori e, come tutti i leader politici, a farsi vedere tra le macerie. Ma soprattutto ci è andato per cercare di mettere a tacere le polemiche sull’assenza dei suoi durante l’alluvione (i grillini erano impegnati a fare festa a Roma). Ad ogni modo ieri anche i parlamentari (tra cui Maurizio Santangelo) a 5 stelle si sono rimboccati le maniche e si sono messi a spalare il fango in un ufficio dell’Inps di Genova. Mentre i suoi erano a faticare e a sporcarsi le mani Grillo invece che andare da loro (anche solo per ringraziarli) ha preferito fare una passerella in giro per Genova. I parlamentari invece ha preferito incontrarli “in forma privata”.


LE GUARDIE DEL CORPO DI GRILLO
Grillo arriva in scooter, scortato da tre persone e seguito da un collaboratore del Corriere della Sera che viene scambiato per uno degli operatori che lo riprendono durante tutte le sue uscite pubbliche. Il blogger Pietro Salvatori incuriosito dalla presenza delle tre “guardie del corpo” carica su Twitter una foto cercando di capire chi fossero i tre della scorta di Beppe. La risposta non è tardata ad arrivare, uno di loro è Daniele Tizzanini, che, come scrisse qualche mese fa Michele Di Salvo:

è già stato condannato a due anni e due mesi di carcere per lesioni e resistenza, ed è noto a Genova (e lui se ne vanta) come capo ultras particolarmente violento.

Beppe seguito dai suoi tre gorilla: (Fonte: Twitter.com via Pietro Salvatori)
Beppe seguito dai suoi tre gorilla: (Fonte: Twitter.com via Pietro Salvatori)

Innanzitutto il video del Corriere dimostra che i “gorilla” erano con Grillo fin dal suo arrivo in città, e che non si trovavano lì per caso ma che anzi Beppe ha dato loro qualche breve e semplice istruzione su come comportarsi durante il tour del fango. Come era prevedibile Grillo non è stato accolto da eroe anzi alcuni angeli del fango che erano intenti a pulire all’interno del Museo di Storia Naturale hanno contestato verbalmente il leader del Movimento invitandolo a mettersi a spalare.

Durante alcune fasi delle contestazioni due videoreporter sono sono stati aggrediti da uno dei membri della scorta non-ufficiale di Grillo. A loro è andata la solidarietà del Comitato di Redazione del Secolo XIX già vittima di una violenta contestazione da parte di uno dei body-guard improvvisati. Sul suo Facebook Tizzanini ha commentato così l’episodio:
Il commento di Tizzanini sull'aggressione ai giornalisti (Fonte: Facebook.com)
Il commento di Tizzanini sull’aggressione ai giornalisti (Fonte: Facebook.com)

A margine di un suo post sul blog, Grillo scrive:

Il MoVimento 5 Stelle si dissocia da alcuni comportamenti violenti avvenuti a Genova questa mattina durante la visita di Beppe. Beppe Grillo non era accompagnato da nessuna guardia del corpo. La violenza non è nel DNA del MoVimento 5 Stelle e agli operatori coinvolti va la nostra solidarietà e li invitiamo anzi a denunciare i fatti.

Ma come si è potuto ampiamente vedere Grillo era accompagnato da delle guardie del corpo, persone dalle quali si era già dissociato in passato.
 
IL BATTIBECCO CON UN VOLONTARIO
Sempre all’esterno del Museo di Storia Naturale Tizzanini ha avuto un acceso diverbio con uno dei volontari che avevano contestato il leader pentastellato qualche istante prima. L’attivista del Movimento ha salito la scalinata e ha confrontato a muso duro il ragazzo rinfacciandogli il fatto che né il PD né Renzi stavano lì a spalare. Il ragazzo non ha perso la calma e ha ribattuto dicendo che  lui rispondeva solo per sé stesso e come si poteva vedere lui era lì a spalare fango e ha chiesto come mai il grillino invece fosse ancora tutto pulito. In effetti Tizzanini quando già c’erano le prime avvisaglie dell’alluvione e i torrenti avevano cominciato ad esondare era in partenza per la festa del Movimento al Circo Massimo.
squadrismo m5s - 6 squadrismo m5s - 7
Nel frattempo Dino Longo. uno degli amici di Tizzanini, postava questa immagine in bacheca su Facebook:

La pacata reazione di un grillino alle contestazioni (Fonte: Facebook.com)
La pacata reazione di un grillino alle contestazioni (Fonte: Facebook.com)

 
VOI GIORNALISTI SARETE I PRIMI A PAGARE
Il 24 giugno Daniele Tizzanini e il suo amico Dino Longo entrano in redazione del Secolo XIX chiedendo di parlare con i giornalisti della redazione politica per chiedere conto dell’accanimento, a loro dire vergognoso e diffamatorio del giornale nei confronti del Movimento. Per i due attivisti non è possibile che un giornale che scrive certe falsità sul MoVimento scriva “Testata giornalistica indipendente che non percepisce i contributi pubblici”, perché anche il Fatto Quotidiano non li prende ma non scrive certe cose. Un giornale indipendente, questa è la teoria dei due, scrive solo cose che piacciono ai grilli (anche se a volte anche il Fatto non si comporta troppo bene), se scrive qualcosa “contro” il Movimento allora significa che è colluso con la ka$ta e i poteri forti. Dopo alcuni minuti i due capiscono che non riusciranno a parlare con qualcuno della redazione e se ne vanno con un bel RITORNEREMO.

Interessante notare che dopo la piazzata al Secolo XIX Tizzanini è stato accusato di essere un troll del PD, sempre secondo la logica che chi fa qualcosa contro il Movimento chiaramente è pagato da qualcuno della ka$ta.
Tizzantini è stato accusato dai suoi di essere un troll del PD (fonte: Facebook.com)
Tizzantini è stato accusato dai suoi di essere un troll del PD (fonte: Facebook.com)

Pure Beppe Grillo è costretto a scaricarlo, dissociando il Movimento dal gesto di Tizzanini, che da da bravo attivista si cosparge di cenere il capo e accetta la bacchettata sulle mani.
Beppe prende le distanze (Fonte: Facebook.com)
Beppe prende le distanze (Fonte: Facebook.com)

 
Con i fatti di ieri Grillo si è già dissociato due volte da Tizzanini.
Foto copertina: Niccolò Caranti via Wikipedia (l’attribuzione del credit precedente era errata, ci scusiamo con l’interessato)