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21 arresti per voto di scambio in Puglia

natale mariella popolari

È stata condotta nella notte una vasta operazione antimafia dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Bari. Documentato, tra l’altro, il limitato condizionamento delle elezioni regionali del maggio del 2015. Tra le persone coinvolte vi è anche un politico, factotum di un candidato. Oltre 300 i militari impegnati. Decine gli arresti e le perquisizioni domiciliari alla ricerca di armi e droga. Unità cinofile, metal detector, sofisticate strumentazioni e persino un elicottero sono stati utilizzati dai Carabinieri per chiudere definitivamente il cerchio sull’agguerrito clan ”Di Cosola”. Capi ed affiliati sono stati neutralizzati da una complessa indagine che, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha chiuso il cerchio attorno ad uno dei più storici e radicati gruppi criminali della città. Le accuse sono di ”associazione di tipo mafioso”, ”scambio elettorale politico-mafioso” e ”coercizione elettorale in concorso”.

21 arresti per voto di scambio in Puglia

Le indagini, condotte attraverso sofisticate intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno consentito di documentare come il clan Di Cosola, dopo aver vissuto un difficile periodo dovuto a varie collaborazioni con la giustizia e diversi provvedimenti cautelari che ne hanno minato la potenza militare, si stesse riorganizzando, stipulando alcune ”comparanze” con tutti gli altri clan della zona, aventi come minimo comune denominatore l’ostilità verso il clan Strisciuglio. Grazie a questa strategia il clan Di Cosola stava continuando ad imperversare in alcuni quartieri cittadini ed in molti Comuni della Provincia, tanto da essere riuscito parzialmente a condizionare le elezioni regionali del maggio del 2015, sostenendo la campagna elettorale, nella sua area d’influenza, di un candidato iscritto nella lista Popolari. Si tratta di Armando Giove, di 47 anni, factotum di Natale Mariella, che si presentò alle elezioni regionali del 2015 in Puglia per ‘I Popolari’ appoggiando Michele Emiliano. Secondo gli atti di indagine, il factotum del candidato, che non raggiunse i voti necessari per l’elezione nel consiglio regionale, aveva partecipato a diverse riunioni con i presunti appartenenti al sodalizio concordando con loro la corresponsione di 50/20 euro a voto ottenuto.
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Una prima retata lo scorso settembre con cinque arresti: la mente del piano sarebbe stato Leonardo Mercoledisanto, che avrebbe proposto a Armando Giove, referente del candidato, di versare una somma di denaro in cambio dei voti. Così i cinque esponenti del clan Di Cosola, ‘con minacce velate’, avrebbero detto ai cittadini incontrati per strada che sarebbero stati in grado di sapere se realmente avessero votato Natale. Dei 70mila euro promessi inizialmente da Giove, 28mila sarebbero stati realmente consegnati a Piero Mesecorto, pregiudicato di Giovinazzo, che si è poi impegnato a suddividerli tra i cinque. Mariella è stato nominato a ottobre consigliere alla Camera di Commercio.
EDIT: Riguardo la nomina di Natale Mariella in Camera di Commercio precisiamo che la nomina era indicata dalla rappresentanza di categoria, prevista all’interno del Cda della Camera di Commercio.