Attualità

Voglio l’eutanasia, voglio scegliere

Massimo Fanelli ha 54 anni, è malato di SLA e ha bisogno di assistenza continua. «Sono allettato e ho bisogno di assistenza 24 ore su 24, respiro grazie alla tracheotomia. Tutto questo è aggravato dalle leggi in vigore che non prevedono né regolamentano il diritto all’eutanasia come in molti paesi civili».

Nel video Fanelli chiede che l’eutanasia venga legalizzata. Non vuole morire oggi, ma se fosse possibile magari un giorno potrebbe chiedere l’eutanasia. Oggi non è nemmeno possibile, non in Italia. È proprio questo che Fanelli chiede, poter avere la possibilità.
 
LA SLA
Dopo la diagnosi di SLA, un anno e mezzo fa, Fanelli ha perso via via ogni autonomia e forza muscolare. Non può muoversi, respira grazie a una tracheotomia (che è un’incisione chirurgica nella trachea per permettere di respirare a chi, come Fanelli, ha i muscoli respiratori compromessi e quindi non sarebbe in grado di respirare autonomamente) e viene nutrito tramite la PEG (la Gastrostomia Endoscopica Percutanea permette la nutrizione artificiale tramite una cannula inserita nella parete addominale). «Vivo, o sarebbe meglio dire “sopravvivo”». Come già Piergiorgio Welby, o come anche Brittany Maynard, Fanelli vuole avere il diritto di scegliere e di poter decidere se e quando la sua vita non è più (per lui e soltanto per lui) dignitosa. Quando cioè vivere diventerebbe peggio di morire. In altre parole, vuole l’autodeterminazione fino alla fine.
Voglio l'eutanasia
 
EUTANASIA LEGALE
Da settembre 2013 c’è una proposta di legge depositata dall’Associazione Luca Coscioni che non è mai stata calendarizzata. «Con questo mio appello, spero di trovare un prezioso supporto per la difesa del diritto di ogni uomo all’autodeterminazione, nel pieno rispetto degli altri e con unico giudice la propria coscienza». Certo rimane il dubbio di come potrebbe venir ridotta in Parlamento una legge sulla eutanasia (pensando alla legge 40 o ai molti ddl sulle direttive anticipate di trattamento), anche se i cardini di una legge del genere dovrebbero essere abbastanza chiari: se oggi posso decidere se e come curarmi, dovrei poterlo fare anche domani; se posso decidere se e come curarmi (anche in caso di trattamenti la cui assenza provoca la mia morte), dovrei poter scegliere anche se e quando morire (considerando anche che posso scegliere di essere sedata in modo profondo e irreversibile).