Cultura e scienze

Vittorio Feltri torna a Libero (che diventa il giornale di Verdini)

vittorio feltri

Dopo sette anni Maurizio Belpietro lascia la direzione del quotidiano “Libero”. Al suo posto arriva Vittorio Feltri che da poco aveva lasciato il “Giornale” per tornare come editorialista nella testata da lui fondata. Sarebbe stato lo stesso Belpietro ad annunciare, durante la riunione di redazione, che quello sarebbe stato il suo ultimo numero. Il colpo di scena e il cambiamento repetino porterà anche ad un cambio di linea del quotidiano.

Vittorio Feltri torna a Libero (che diventa il giornale di Verdini)

Fino ad oggi infatti Libero ha fiancheggiato nel centrodestra la linea di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni, ovvero delle “nuove leve” rispetto al vecchio Silvio. Adesso le cose cambieranno. Anche perché nel frattempo Antonio Angelucci avrebbe in mente di concludere la fusione tra Libero e il Tempo che già da tempo era stata immaginata dall’editore per ridurre i costi dei due giornali; lì però il direttore, ben saldo, è Gian Marco Chiocci. In più bisognerebbe ricordare che Feltri aveva in molte occasioni espresso il desiderio di non essere più il direttore responsabile del Giornale proprio per evitare le tante querele di cui deve rispondere anche il direttore secondo la legge sulla stampa. Ecco quindi che con un po’ di immaginazione i tasselli tornano tutti al proprio posto: l’addio di Belpietro è propedeutico alla fusione tra Libero e Il Tempo, dopo la quale sarà Chiocci ad essere direttore responsabile e Feltri direttore editoriale. Con un cambio di linea marcato: sempre centrodestra, ma stavolta con maggiore attenzione al “moderato” Verdini rispetto agli “estremisti” Salvini e Meloni, secondo un’ottica di riposizionamento che ha già visto i primi passi negli editoriali di Feltri sul Giornale.

Chi è Vittorio Feltri

Dopo 16 anni Feltri torna cosi’ alla guida del giornale da lui fondato nel 2000 e di cui e’ stato direttore ed editore per 9 anni, fino alle dimissioni nel 2009. Nato a Bergamo, figlio di Angelo e Adele Feltri, a 19 anni inizia a collaborare con l’Eco di Bergamo; e’ il 1962 e il giovane Vittorio ‘debutta’ come critico cinematografico. Si trasferisce quindi a Milano dove viene assunto come praticante da La Notte. Nel ’77 approda al Corriere della Sera diretto da Piero Ottone; dopo una pausa in cui fra l’altro scrive sul mensile Prima Comunicazione, tornera’ al quotidiano di via Solferino come inviato speciale. In quegli anni Feltri e’ tra coloro che difendono pubblicamente Enzo Tortora. Nell’89 assume la direzione de L’Europeo riuscendo, in due anni, a far lievitare le copie vendute. Nel ’92 e’ alla guida de L’Indipendente, in grave crisi di vendite. Sono gli anni di ‘Mani Pulite’ e Feltri riuscira’ a rilanciarlo cavalcando l’indignazione popolare e trasformando la creatura di Ricardo Franco Levi, come dira’ lui stesso in un’intervista, da “sala da te’ in una trattoria”. Complice l’incontro con Silvio Berluconi nel ’93, l’anno seguente viene chiamato alla guida de Il Giornale, dopo l’uscita di scena di Indro Montanelli, dove rimarra’ per 4 anni, raddoppiando quasi le vendite a circa 250mila copie. “Me ne sono andato perche’ ne avevo piene le balle. Dopo 4 anni… i giornali sono come le donne, a un certo punto ti stufi”, spieghera’. Si arriva cosi’ all’avventura di Libero, quotidiano vicino al centro-destra, ma che non lesina critiche alla sua classe dirigente con i toni irriverenti e spregiudicati che caratterizzano il giornalista lombardo. La prima copia uscira’ il 18 luglio 2000. Nel 2009 Feltri assume di nuovo la guida del Giornale, subentrando a Mario Giordano. Lo lascera’ nel 2010 per tornare a Libero nel ruolo di direttore editoriale, a fianco di Maurizio Belpietro. Nel 2001 approdera’ ancora una volta al Giornale come editorialista. Nel 2010 Feltri e’ stato sospeso per sei mesi (poi ridotti a 3) dal Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia per il cosiddetto ‘caso Boffo’, il dossier – con una velina rivelatasi falsa – pubblicato dalle colonne de Il Giornale nel 2009 contro l’allora direttore dell’Avvenire Dino Boffo, che lascio’ la guida del quotidiano della Cei. Rimasto vedovo a 24 anni, Feltri ha sposato Enoe Bonfanti. E’ padre di quattro figli, tra cui il giornalista Mattia.