Attualità

Vito Crimi contro la sporcizia dei piedi

È proprio il caso di dirlo, Milena Gabanelli je spiccia casa. Vito Crimi ha voglia di fare sul serio, novello Erin Brockovich riceve le segnalazioni da parte di cittadini ed amici preoccupati ed è pronto a rilanciarle sul su Facebook. Ieri è successo che un amico del cittadino-portavoce-senatore abbia mandato due foto di piedi leggermente sporchi e subito è scattato l’allarme. Vi ricordate qualche decennio fa quando Legambiente aveva iniziato a distribuire lenzuoli bianchi da mettere alle finestre delle scuole per sensibilizzare sul tema della Mal’aria e dell’inquinamento atmosferico nelle città? Ma senza andare così lontano nel tempo le targhe alterne, le ordinanze anti-smog e via discorrendo?

Ed è subito allarme piedi sporchi "come quelli di uno spazzacamino"
Ed è subito allarme piedi sporchi “come quelli di uno spazzacamino”

AIUTO HO I PAVIMENTI SPORCHI
Da oggi grazie a quel gran genio dell’amico di Vito Crimi abbiamo un nuovo sofisticatissimo strumento diagnostico per misurare la qualità dell’aria, i piedi dei bambini. Secondo Vito Crimi i pavimenti sporchi sono la prova che ci stanno avvelenando tutti. Una prova che abbiamo sempre avuto sotto gli occhi ma che fino ad oggi nessuno ha mai avuto il coraggio di denunziare!1
Ecco cosa ha scritto l’amico del Senatore Vito Crimi

LEGGETE, PRIMA DI RIDERE
Un amico che risiede a Ghedi, in provincia di Brescia, ci ha inviato questa lettera. Vi invito a leggerla.
«Ciao a tutti,
molti di voi rideranno guardando l’immagine allegata.
Penserete forse che il caldo di questi giorni mi abbia dato alla testa o che si tratti semplicemente di uno scherzo di cattivo gusto.
Purtroppo la realtà supera spesso la fantasia e in questo caso la realtà potrebbe essere più grave di quello che si pensi.
Non si tratta di semplice allarmismo ma di una preoccupazione che cresce sempre più. Di fronte alla salute dei propri cari pur di lanciare un allarme a chi di dovere si corre il rischio di coprirsi di ridicolo.
Ma veniamo ai fatti.
Dopo le vacanze al mare siamo ritornati a casa a Ghedi. Premetto che prima di andare via la casa era in perfetto ordine (metti che i ladri trovino la polvere sui mobili o il pavimento sporco…). Come è normale tutti gli scuri erano chiusi ma dietro qualcuno di essi qualche porta è rimasta socchiusa per favorire un minimo di ricambio dell’aria di casa.
Ebbene dopo due settimane ecco quello che si è depositato sul pavimento di casa e raccolto dai piedini di mio figlio. Quello che mi spaventa è che non si tratta della normale polvere. E’ una polvere nera e sottile, più fine della fuliggine. Sembrano i piedi di uno spazzacamino. Peccato che questa volta le polveri sono contenute nell’aria che respiriamo e che finisce nei nostri polmoni.
C’è da dire che non viviamo nei pressi di una fabbrica o di una fonderia per cui credo che sia effettivamente quello che circola nell’aria. E questo fa paura.
Cosa possiamo fare? Innanzitutto capire se e come deve essere monitorata la qualità dell’aria. Cosa si misura, con quale frequenza, quali sono i valori di soglia e se i dati debbano essere pubblici oppure no.
Il mio sogno, per tutelare la salute dei nostri cari, sarebbe quello di indire un concorso pubblico di idee in cui vengano presentati progetti di dispositivi basati sull’utilizzo di materiale a basso costo (Raspberry/Arduino/sensori) che possa pubblicare in autonomia i dati raccolti 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Soprattutto che questi dispositivi possano essere collegati e monitorati mediante una piattaforma online accessibile da tutti.
A presto»

A quanto pare i grillini non sono in grado di capire che non pulendo la casa per quindici giorni (anche se si è via) lo sporco si deposita sui pavimenti. Soprattutto se la casa non è sigillata e se si lasciano le finestre socchiuse per favorire il ricambio d’aria. Soprattutto se non si sterilizzano e disinfettano le scarpe una volta che si fa nuovamente ingresso nell’abitazione. Lo fanno notare molti utenti nei commenti ma evidentemente Crimi non ci aveva pensato:
vito crimi piedi commenti - 1
E di sicuro né Crimi né il suo amico in vena di dare tutto il potere alla Rete (“dispositivi collegati e monitorati mediate una piattaforma online accessibile da tutti”) si sono accorti che delle stazioni di rilevamento esistono già e che i dati sono già pubblicati online. Ma ovviamente saranno dati manipolati dalla Ka$ta che ci vuole avvelenare tutti. Questo è quello che succede quando si racconta in giro per anni che tutti prendono soldi dallo Stato per mentirci. Non come Vito Crimi che prende un lauto stipendio dallo Stato per inseguire le stronzate online, solo in virtù del fatto che è la Rete a dirlo. A quanto pare poi Ghedi non è certo Taranto dove l’inquinamento prodotto dall’Ilva si deposita ovunque e si può raccogliere con la calamita, forse Crimi si è confuso di nuovo?

Come spiegare l’inquietante vicenda vissuta in prima persona dall’amico di Ghedi? Dal momento che Vito Crimi ci ha mostrato che la fantasia è al potere e che la spiegazione più semplice è troppo banale per essere presa in considerazione allora possiamo ipotizzare che si possa trattare di qualche sostanza rilasciata dalle bombe atomiche americane custodite presso la base militare di Ghedi oppure si tratta di polvere da sparo frutto delle lavorazioni di un’importante fabbrica di armi della zona? Oppure sono stati gli immigrati della vignetta di Giannelli? Cos’altro ci resta? Naturalmente i suggerimenti dei commentatori della pagina Facebook del cittadini-portavoce-senatore:

Attenzione ai piedi piatti
Attenzione ai piedi piatti

Non è che per caso la colpa è di Renzi?
vito crimi piedi commenti - 4
O delle scie chimiche?
vito crimi piedi commenti - 5
Ad ogni modo una cosa è chiara, nemmeno scegliendoli a caso avremmo potuto trovare dei parlamentari così OH WAIT
vito crimi piedi commenti - 4