Cultura e scienze

Thierry Meyssan: un complottista all'università di Teramo

L’Università di Teramo è il centro ricerche del complottismo ufficiale, qui ha insegnato il compianto padre della teoria del Signoraggio bancario il prof. Giacinto Auriti. E sempre all’Università di Teramo Daniele Di Luciano ha tentato di conseguire una laurea in Filosofia (non si sa se con successo o meno). Tra gli illustri docenti dell’Università abruzzese figura anche Claudio Moffa, direttore del Master Enrico Mattei, il docente salito anni fa agli onori delle cronache a causa del fatto di insegnare il negazionismo della Shoah ovvero quelle teorie complottiste che negano che Hitler abbia mai ordinato lo sterminio sistematico degli ebrei che in realtà non è mai avvenuto. In nome della libertà d’espressione Claudio Moffa cinque anni fa insegnava il revisionismo storico sulla scorta delle osservazioni dello storico revisionista francese Robert Faurisson (con il plauso dei vari complottisti italiani)

 
LA VERITÀ SULL’UNDICI SETTEMBRE
All’epoca il Prof. Moffa aveva difeso il suo diritto a insegnare le inquietanti teorie del revisionismo (secondo le quali Israele avrebbe falsificato un bel pezzo della storia del Novecento per i suoi loschi fini) invocando la libertà d’espressione. Chissà come se la caverà oggi visto che proprio per gli studenti Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente da lui diretto è stato organizzato un incontro con un altro teorico della cospirazione ed esperto negazionista. Questa volta però non si tratta di negare la realtà storica dello sterminio degli ebrei da parte dei nazisti ma di fornire una rilettura degli eventi dell’undici settembre 2001. A presentare le sue buffe teorie a base di aerei inesistenti questa mattina a Teramo c’era (in videoconferenza) Thierry Meyssan. Così viene presentata la lezione sul sito dell’Università:

Domani, martedì 16 giugno, alle ore 10.30, nell’Aula Parlamentare della Facoltà di Scienze Politiche, il Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente organizza un incontro in videoconferenza con il politologo Thierry Meyssan, autore tra l’altro de La grande menzogna. Nessun aereo è caduto sul Pentagono, un libro che smonta la pista musulmana per l’attentato dell’11 settembre 2001. Collaboratore di Russia.ru, autore di articoli, esperto di Medio Oriente, Thierry Meyssan parlerà del caso Isis con una relazione dal titolo Daesh, una operazione segreta arrivata troppo tardi e risponderà in videoconferenza alle domande dei partecipanti all’iniziativa.
«L’ho incontrato molte volte in Iran ‒ ha affermato Claudio Moffa, coordinatore del Master ‒ e questa sarà una buona occasione perché gli studenti dell’Università di Teramo lo conoscano».

Per quale motivo invitare l’autore di un libro dove c’è scritto che nessun aereo ha mai colpito il Pentagono a parlare di come è nata l’ISIS? A quanto pare è perché Claudio Moffa ha conosciuto Meyssan in Iran (molte volte). Il numero degli incontri iraniani ha senza dubbio un maggior valore rispetto alla qualità delle pubblicazioni di Meyssan, il quale è solito manipolare le informazioni per sostenere le sue verità. Oppure dire cose palesemente inventate come “quando un aereo scende sotto una certa quota il carrello d’atterraggio esce automaticamente”. Più che smontare la pista musulmana quello che il lavoro di Meyssan fa è diffondere alcune versioni delle solite bufale sull’11 settembre, ad esempio il fatto che gli aerei che hanno colpito le Torri Gemelle fossero “telecomandati” e che a colpire il Pentagono sia stato in realtà un missile. E il lavoro di teorico dei complotti frutta parecchi quattrini, visto il numero di copie che i libri di Meyssan hanno venduto in questi anni (nel 2002 aveva incassato quasi un milione di euro dalla vendita dei suoi scritti). Peccato che le teorie di Meyssan siano state smentite non solo dai fatti ma anche dai testimoni oculari, e già nel 2002 Channel Four aveva dedicato un servizio sui metodi di lavoro di Meyssan.

Dieci anni fa si sapeva che il giornalismo “investigativo” di Meyssan si è limitato a leggere le interviste apparse sui giornali. Di investigativo c’è stato ben poco visto che “il politologo” non si è mai mosso dalla Francia per andare a raccogliere sul posto le prove delle sue teorie. Ciononostante Thierry Meyssan è convinto che tutti i testimoni stiano mentendo, l’unica prova è una foto che “dimostrerebbe” che a colpire il Pentagono sarebbe stato un missile. Peccato che la foto scelta da Meyssan non è molto chiara e mostra solo una parte della scena. Quella del buco prodotto sul muro del Pentagono che sarebbe “troppo piccolo” per essere causato da un aereo è una delle teorie preferite dai complottisti, tutta gente che non ha esperienza di fisica dei materiali (ad esempio quelli che compongono gli aerei) e non si è recata sul posto ma ha svolto le indagini comodamente via TCP/IP. Meyssan inoltre non fornisce alcuna teoria riguardo a dove sia finito il volo American Airlines numero 77 o che fine abbiano fatto i passeggeri che erano a bordo. Nonostante queste informazioni su Meyssan Claudio Moffa ha deciso (dopo averlo incontrato varie volte in Iran) che per gli studenti del Master Enrico Mattei incontrare una persona che sostiene che la strage di Beslan sia stata perpetrata dalla CIA possa essere uno spunto di riflessione interessante per comprendere la situazione attuale in Iraq e in Siria. Siamo sicuri che dirà non solo che la nascita di Daesh è stata causata dall’insipienza degli USA ma che lo Stato Islamico è attualmente manovrato dal grande Satana (i bookmakers danno quasi per certo anche il fatto che dirà che Israele ha i suoi interessi). Complimenti ancora una volta all’Univesità di Teramo.