Cultura e scienze

L'Unità pignorata

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La testata dell’Unità è stata pignorata. L’operazione è nata da un’iniziativa dei giornalisti in cassa integrazione dallo scorso luglio, è stata notificata al Registro della stampa presso il Tribunale di Roma e della vicenda parla oggi Giorgio Meletti sul Fatto.

Nei prossimi mesi il Tribunale civile potrebbe procedere alla vendita coattiva di quello che appare l’unico bene aggredibile per soddisfare i creditori della società Unità srl. L’INIZIATIVA PORTA LA FIRMA degli avvocati Iolanda Giordanelli e Valerie Stella De Caro. I 28 giornalisti dell’Unità, in cassa integrazione dallo scorso mese di luglio, quando la testata ha cessato le pubblicazioni, reclamano il pagamento degli stipendi dei mesi di maggio e di giugno.
Nelle stesse condizioni ci sono anche 7 lavoratori non giornalisti, che versano in una situazione ancora più grave in quanto non hanno ancora percepito un solo euro del trattamento di cassa integrazione a causa di intoppi burocratici, non è chiaro se dovuti alla Pubblica amministrazione o alla stessa azienda.

unità debiti
La storia del quotidiano si interseca con quella della segreteria di Matteo Renzi nel Partito Democratico. In particolare i fatti degli ultimi anni:

Il giornale è tornato in edicola nel luglio 2015 su iniziativa del segretario del Pd Matteo Renzi grazie all’ingresso in campo di una nuova società partecipata perl’80 per cento dal gruppo Pessina, attivo nel settore delle costruzioni e per il restante 20 per cento dal Pd. All’inizio del 2017 il gruppo Pessina è salito al 90 per cento.
LA NUOVA AVVENTURA è durata solo due anni e si è chiusa, a causa della scarsa diffusione del giornale e delle conseguenti difficoltà economiche, in un clima di rapporti pessimi tra i giornalisti e la società editrice,sfociato nel rifiuto da parte dell’azienda di pagare gli ultimi due mesi di stipendio. A quel punto è iniziata la stagione delle carte bollate che adesso prospetta un finale spettacolare.