Cultura e scienze

Un insegnante su cinque rifiuta il posto fisso

Sono uno su cinque, secondo i dati quasi definitivi in possesso del ministero dell’Istruzione e riportati oggi da Corrado Zunino su Repubblica, gli insegnanti precari che si sono rifiutati di presentare domanda per essere assunti a tempo indeterminato nella scuola italiana. Oggi, alle 14, si chiude il primo “time limit” (la consegna del modulo online) per le 103.000 cattedre della Buona scuola: il ministero dell’Istruzione ipotizza che le domande inviate via computer dagli aspiranti docenti oggi saranno 75mila (erano 66mila ieri alle 18). Uno su cinque ha quindi deciso di non affrontare il rischio di finire a insegnare lontano dalla famiglia con uno stipendio insufficiente. Molti dei precari che hanno deciso di rifiutare puntano sul concorsone del 2016 da 60mila posti e sulla sostituzione degli insegnanti andati in pensione. Gli insegnanti che rifiutano il posto verranno sostituiti da seconde e terze fasce, che faranno un anno di supplenza prima di diventare assunti.
insegnanti posto fisso
Spiega il quotidiano:

Molti in questi giorni hanno raccontato le loro storie di docenti precari che non possono lasciare mariti disoccupati, figli piccoli, genitori malati. O semplicemente non hanno intenzione di impegnare gran parte dei 1.350 euro mensili dello stipendio in un affitto oneroso a Roma o a Milano quando hanno case di proprietà a Gela e ad Agropoli. Meglio restare al Sud da supplenti eterni, assunti a settembre e licenziati a giugno, che rischiare le “deportazione”, così la si è definita sui social, a Torino o Reggio Emilia. La Regione Sardegna ha scritto al ministro Stefania Giannini che la “Buona scuola” rischiava di spopolare ulteriormente “un’isola già piagata dall’emigrazione”.Il sindacato Anief assicuraora che molti docenti decideranno all’ultimo minuto disponibile. Quindicimila, tuttavia,secondo le ultime cifre,non presenteranno domanda: alti nella graduatoria di prima fascia (Gae), questi precari avranno un altro anno di supplenze garantite e potranno contare su futuri piani assunzionali (sostituzioni dei pensionati) o sul concorsone da 50-60mila del 2016. Chi ha presentato domanda, invece, non potrà rifiutare la sede, pena, oltre alla perdita del posto fisso, la cancellazione dalle graduatorie. Al ministero considerano questa fase un successo, o uno scampato pericolo, e assicurano che l’algoritmo sperimentato consentirà alla maggioranza degli aventi diritto di ottenere la sede in una delle prime province scelte (sulle cento indicate). I 6-7 mila che dovranno viaggiare saranno perlopiù gli idonei del concorso 2012.