Cultura e scienze

Un giornale che vive con i soldi pubblici spiega: i greci non possono vivere con i soldi pubblici

Severo ma giusto, il Foglio diretto da Claudio Cerasa ci spiega oggi che la Grecia deve uscire dall’Unione Europea perché non è possibile continuare a far campare Atene con i soldi pubblici.
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Il Fatto riepilogò qualche tempo fa quanto è costato Il Foglio ai contribuenti italiani:

“Certo, qualcosa al bilancio dello Stato è costato”: ha detto un rilassato Giuliano Ferrara parlando del suo giornale “Il Foglio” davanti alla Commissione Cultura della Camera dei deputati nell’ambito dell’esame della proposta di legge del Movimento 5 Stelle per l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria. Qualcosa? 50 milioni 899 mila 407 euro, ecco per l’esattezza quello che “Il Foglio” di Ferrara è costato ai contribuenti a partire dal 1997, data in cui il giornale ha cominciato a riscuotere i contributi pubblici per l’editoria: 2 milioni 994 mila euro l’anno, 250 mila euro al mese, 8 mila euro al giorno. Per 17 anni. Una bella sommetta.

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Via perciò con un nuovo inizio: ai 13,6 milioni “raccolti” nei primi 5 anni di vita, il quotidiano ne aggiungerà sfruttando le nuove regole oltre 37 in poco più di un decennio, a ritmo costante di oltre 3 milioni l’anno con l’eccezione dell’ultimo biennio, in cui si è assistito ad un taglio del fondo che non ha risparmiato neanche il giornale diretto dall’Elefantino Ferrara. Che, negli ultimi 3 anni, ha visto comunque entrare nelle casse della sua creatura la “miseria” di 5 milioni di euro. Bilancio finale per un giornale non ancora “maggiorenne”: 17 anni di vita, vendite anche molto al di sotto delle 10 mila, oltre 50 milioni di euro, circa 100 miliardi di vecchie lire di pubbliche sovvenzioni. Eccolo il “qualcosa” che Giuliano Ferrara ha lasciato in eredità a lettori e contribuenti.

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