Attualità

Le trivelle killer e i capodogli spiaggiati a Vasto: com'è andata davvero?

Qualche giorno fa sette capodogli sono stati trovati spiaggiati nella riserva naturale di Punta Ardeci a Punta Penna dalle parti di Vasto, in provincia di Chieti. Tre di questi sono morti. I sette cetacei erano stati avvistati per la prima volta in Croazia. «E’ probabile che i capodogli si siano persi nel mar Adriatico: non è un fenomeno frequente, dal 1500 a oggi abbiamo contato una decina di casi, l’ultimo nel 2009. Faremo l’autopsia dei cetacei morti per capire i motivi del decesso», ha dichiarato all’Agi Sandro Marzariol, coordinatore della task force del ministero dell’Ambiente che opera in questi casi, il Cert (Cetaceans Emergency Response Team).
 
LE TRIVELLE KILLER E I CAPODOGLI SPIAGGIATI A VASTO

Sulle tre carcasse l’esame necroscopico ha rivelato presenza di gas nei vasi sanguigni. Secondo la tesi avanzata da Vincenzo Olivieri del Centro studi cetacei onlus – «di una riemersione troppo rapida, le bolle sarebbero state causate da un trauma improvviso come quelli provocati dalle attività di prospezione con tecnica air-gun». «Questo trauma – è ancora la tesi di Olivieri – porta i cetacei a una riemersione non corretta, la cui conseguenza è la permanenza di gas nei vasi sanguigni. simile a ciò che accade ai sub colpiti da embolia in seguito a una mancata decompressione». La battuta è stata riportata da moltissimi giornali, che hanno accolto la tesi delle trivelle killer:
trivelle killer capodogli vasto
Anche il MoVimento 5 Stelle ha accolto la tesi, in un lancio di agenzia del pomeriggio:

“Lo spiaggiamento dei 7 capodogli (di cui 3 morti) sulle coste abruzzesi e’ quasi certamente dovuto agli effetti della ricerca petrolifera in mare e l’utilizzo di tecniche di esplorazione del sottosuolo, come l’air-gun, che provocano traumi dalle conseguenze anche letali alle specie animali presenti”. Lo sostiene il Movimento Cinque Stelle sul blog di Beppe Grillo. “Molti studi -sottolineano i parlamentari – dimostrano che le tecniche di prospezione danneggiano gli ‘abitanti del mare’ e a febbraio lo avevamo detto chiaramente in una interrogazione ai ministri dell’Ambiente e degli Affari Esteri nella quale chiedevamo garanzie a difesa del nostro patrimonio marino”. “Ministeri che sono rimasti sordi alle nostre richieste. E oggi, come la storia deicapodogli dimostra le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti”. “Come se non bastasse -affermano i pentastellati- con il decreto Sblocca Italia presentato in questi giorni dal governo, le trivellazioni sui nostri fondali potranno aumentare in tutta tranquillita’ in barba a ogni parere contrario che sta arrivando da esperti, da associazioni ambientaliste e da tantissimi operatori economici e commerciali”. “Per fare un po’ di numeri: le trivellazioni -fanno sapere- per milione di euro investito, portano 0,5-0,8 posti di lavoro mentre l’agricoltura, il commercio e il turismo hanno moltiplicatori economici 10 volte maggiori”. La Basilicata dal 1998 e’ stata trasformata in un distretto petrolifero: ebbene a 16 anni da questa scelta gli indicatori economici di quella regione sono tra i peggiori d’Italia”. “Secondo quanto viene vergognosamente stabilito -dicono i Cinque Stelle- sara’ piu’ facile avere i permessi e usufruire dei finanziamenti. Vengono anche semplificate le procedure di rilascio dei ‘titoli minerari'”. “Un giro di affari che attirera’ gli interessi economici di un considerevole numero di imprese. Nel decreto Sblocca Italia -continuano- e’ anche previsto che il parere degli enti locali non sara’ piu’ vincolante per il ministero e per il parere delle sovrintendente varra’ il silenzio-assenso”. “Per il Movimento 5 Stelle tutto cio’ e’ inaccettabile: abbiamo ribadito piu’ volte in Commissione ambiente ma anche in Aula sia alla Camera che al Senato dell’assurda volonta’ di proseguire con le attivita’ di estrazioni petrolifere nei nostri mari” – concludono i parlamentari.

Questa presa di posizione è successiva a quella di Michele Smargiassi, che del M5S è consigliere regionale in Abruzzo e ha parlato il 12 settembre:

«Si tratta di un evento fuori dal comune che assomiglia a un fenomeno, di proporzioni ancora più tragiche, avvenuto nel 2008 in Madagascar: oltre cento balene si spiaggiarono sulle coste del nord est dell’isola». Lo afferma il consigliere regionale M5S Pietro Smargiassi che ricorda come allora «A 50 chilometri di distanza la Exxon-Mobit aveva eseguito operazioni di air-gun, una tecnica sismica di riflessione impiegata per individuare giacimenti petroliferi».

.


MA LE TRIVELLAZIONI NELL’ADRIATICO?
Solo che c’è un problema grosso come una casa nel sostenere questa tesi. Ovvero che le trivellazioni nel mare Adriatico italiano non hanno luogo da anni. Ad affermarlo è Assomineraria, l’associazione delle industrie minerarie e petrolifere aderente a Confindustria. Nel 2011 proprio alcuni comuni della zona fecero ricorso al Tar contro le concessioni alla Petrolceltic del ministero dell’Ambiente. L’azienda irlandese ottenne qualche anno fa l’autorizzazione a perlustrare l’Adriatico da Pescara al Gargano, ma nel 2012 tutto venne fermato dal tribunale amministrativo regionale:

Così, i sindaci di diversi comuni costieri di Abruzzo e Molise hanno potuto salvare le scogliere e i panorami di Punta Penna, località marittima poco più a nord di Vasto, grazie a due sentenze con cui il presidente del Tar del Lazio, Antonio Vinciguerra, ha rigettato le due autorizzazioni concesse nel 2011 dal Ministero dell’Ambiente alla Petroceltic Italia, fermamente intenzionata a procedere con un’operazione di air gun: non una trivellazione vera e propria, bensì un’ “ispezione sismica” che prevede raffiche di aria compressa sparate contro i fondali marini al fine di disegnare una mappatura della composizione del suolo per poi, eventualmente, procedere con la perforazione.

E quindi? «Sono anni che nell’Adriatico italiano non vengono effettuati rilievi geofisici di sismica a riflessione (Air Gun). L’ultimo rilievo geofisico nel mare croato è stato completato nel gennaio 2014 in preparazione del bando di gara che il governo croato ha annunciato lo scorso aprile per assegnare aree per la ricerca petrolifera a mare. Altre acquisizioni sismiche sono state effettuate da Grecia e Malta agli inizi dell’anno in corso. Sarebbe bastata questa banale verifica per escludere qualsiasi correlazione tra tali attività e lo spiaggiamento dei capodogli a Vasto», scrive Assomineraria nella sua nota stampa. In attesa di conoscere le motivazioni della morte, qualche consultazione degli archivi non guasterebbe.