Cultura e scienze

Tito Boeri contro Beppe Scienza

tito boeri

Beppe Scienz

Caro Direttore,
sul Fatto Quotidiano dioggi, Beppe Scienza mi indica come “un soggetto”con “personali preoccupazioni” circa il progetto di trasferire il Tfr nella busta paga dei lavoratori perché sarei uno degli “economisti legati al mondo finanziario e bancario” che vedrebbe ridursi la propria fetta di torta.
L’insinuazione è falsa e diffamatoria. Non ho cariche (o incarichi)in alcun istituto bancario,di gestione del risparmio,fondo pensione,fondo d’investimento. Se sostengo che l’idea del Tfr in busta paga sia sbagliata – come ho argomentato in vari interventi sulla stampa e sul web – è perché ne sono convinto in tutta libertà e indipendenza. E dunque il vostro commentatore che cerca di affibbiarmi meschini interessi di bottega solo perché non sono della sua opinione si qualifica da sé. La prego di pubblicare questa precisazione e la ringrazio.
Tito Boeri

Nell’articolo pubblicato ieri sul Fatto Scienza scriveva:

E’ vero infatti che negli ultimi anni i fondi pensione hanno reso più del TFR; e ci mancherebbe altro con l’impennata dei titoli a reddito fisso! Ma quest’ultima è conseguenza di un crollo irripetibile dei tassi d’interesse. Per cui presto si vedranno i comparti obbligazionari di fondi pensioni e simili rendere meno del TFR. Pesano poi i brutti ricordi di chi, per esempio nel 2008 o nel 2011, vedeva crollare il proprio fondo o pip e non poteva uscirne. Si aggiungono poi le esigenze personali di liquidità.
L’opzione per tutti del TFR in busta paga ridurrebbe dunque la torta che ora si spartiscono sindacalisti, funzionari di associazioni padronali, assicuratori, gestori, economisti legati al mondo finanziario-bancario ecc.
Non stupisce quindi che abbiano esternato le loro personali preoccupazioni soggetti quali Tiziano Treu, commissario dell’Inps, o Tito Boeri dell’università privata Bocconi.