Cultura e scienze

Una supertassa per i più ricchi?

Paolo Cirino Pomicino, ex ministro del Bilancio di Andreotti e componente della Corrente Andreottiana, al Corriere di oggi parla di nuovo della sua proposta di contributo a fondo perduto per i ricchi d’italia per risanare il debito pubblico. Un contributo che Pomicino chiama prima volontario, ma poi ne delinea i contorni economici parlando di una cifra tra i 30mila euro ai 5 milioni, che – a suo parere – bisognerebbe dare volontariamente ricevendo in cambio la garanzia di non subire accertamenti fiscali per quattro anni.

«Dobbiamo chiamare in causa gli italiani che stanno meglio, quel 10% che ha il 45% della ricchezza. E chiedere loro un contributo volontario a fondo perduto per abbattere il debito pubblico. La somma potrebbe essere compresa fra 30 mila e 5 milioni di euro, a seconda del reddito personale o del fatturato dell’azienda».
Oro alla patria.
«In un certo senso sì. Ma l’oro lo prenderemmo ai più ricchi, quelli che negli ultimi 20 anni non hanno mai pagato».
Perché dovrebbero fare un favore allo Stato?
«Certo, la volontarietà va sempre incentivata. Chi dà il contributo avrebbe la garanzia di non subire accertamenti fiscali per 4 anni».

«Oro alla patria» fu una manifestazione organizzata nel novembre del 1935 in cui i cittadini italiani vennero invitati a regalare i loro preziosi allo Stato che doveva fronteggiare le sanzioni della Società delle Nazioni dopo l’invasione dell’Etiopia da parte del regime fascista. L’Italia proclamò così la Giornata della Fede, in cui i cittadini diedero vita a una mobilitazione donando orecchini, anelli, fedi nuziali per sostenere i costi della guerra. In cambio della donazione veniva rilasciato un attestato come quello che vedete qui sotto.
 
oro alla patria
In copertina: Foto dal film “Il Divo”