Cultura e scienze

Cosa succede ai prof un anno in prova con la riforma della scuola

Alla fine di febbraio il governo Renzi dovrebbe licenziare definitivamente la riforma della scuola chiamata #labuonascuola. Uno dei punti contestati, racconta oggi il Corriere della Sera è l’anno di prova:

I 150 mila neo assunti saranno tutti all’altezza del ruolo? Molti di loro (uno su cinque) non insegnano più da anni, altri hanno abilitazioni per materie ormai uscite dai programmi. L’allarme lanciato dagli esperti è stato raccolto anche dal governo. «Forse dal piano di assunzioni — ammette il sottosegretario Davide Faraone— si potrebbero escludere i docenti di materie non più utili come la dattilografia». E tuttigli altri? Bisognerebbe formarli. Sì, ma con quali soldi? E allora ecco che si profila una soluzionepiù drastica: il cosiddetto anno di prova previsto per legge ma finora solo sulla carta. «Quell’anno deve diventare decisivo per la permanenza dei neoassunti», taglia corto Faraone. Più facile a dirsi che a farsi:come non immaginare la valanga di ricorsi da cui sarebbe sommerso il ministero?

Poi c’è un altro problema:

Se è vero che l’assunzione dei precari storici è stata pensata per sanare un’ingiustizia, in realtà ne apre un’altra. Ci sono infatti decine di migliaia di prof (circa centomila) che prestano servizio nelle nostre scuole ma sono rimasti tagliati fuori. Loro dovranno aspettare il concorso del 2016. Unica concessione al vaglio del governo: una «quota riservata» dei 40mila posti in palio.

Riforma della scuola: ecco un riassunto per punti della riforma della scuola annunciata dal governo Renzi e dal ministro Giannini: