Cultura e scienze

Stamina, la guerra di Vannoni a colpi di querele

Dopo la pausa estiva Stamina torna a fare notizia. Il primo segno arriva dal Movimento cure compassionevoli. «Tutti i bambini trattati con il metodo Stamina, presso gli Spedali Civili di Brescia […] sono migliorati, pur avendo patologie gravissime che fino ad ora non avevano mai mostrato neanche l’arrestarsi della malattia. […] Si tratta di malattie genetiche o metaboliche, incurabili, senza nessuna alternativa terapeutica o farmacologica, e soprattutto a rapido esito infausto. […] Da mesi cerchiamo inutilmente di far sentire la nostra testimonianza e la verità sul caso Stamina». (Stamina: Movimento cure compassionevoli, bimbi curati migliorati, AGI, 12 settembre). Sulla “cura”, sul “metodo” e sull’inganno di un rimedio miracoloso non può esserci alcuna illusione di intendersi, come non può esserci al cospetto di un paranoico complottista. Qualunque cosa dirai potrà essere usata contro di te (o meglio, contro il tentativo di analizzare e demolire la verosimiglianza del complotto): sei avvertito, come quando ti arrestano in un film americano e ti leggono i Miranda Rights, e se ci provi non venire poi a lamentarti.
 
«I NOSTRI FIGLI SONO MIGLIORATI»[pullquote]Celeste non riusciva a stare seduta da sola[/pullquote]
I genitori di alcuni bambini affetti da gravissime patologie hanno ripetuto per l’ennesima volta: «i nostri figli sono migliorati dopo le prime infusioni, e sono poi peggiorati quando sono state interrotte: ci sono certificati medici e risultati di analisi a testimoniarlo. Celeste, affetta da una malattia che si può definire una Sla pediatrica – ha detto il papà Giampaolo Carrer, presidente del Movimento cure compassionevoli – non riusciva a stare seduta da sola, a sorridere, a comunicare. Tutti obiettivi che ha raggiunto dopo le 8 infusioni alle quali è stata sottoposta a Brescia, senza effetti collaterali. Ed è questo che le cure compassionevoli devono fare: per prima cosa non devono nuocere, come di fatto non è avvenuto dopo 400 infusioni eseguite su diversi pazienti. I documenti che abbiamo in mano attestano invece dei bellissimi miglioramenti». Carrer ha poi evidenziato che le vicende giudiziarie di Vannoni «non sono una problematica che ci riguarda. Noi abbiamo avuto contatti solo con gli Spedali Civili di Brescia, dove è stato trattato un buon numero di pazienti senza eventi avversi». Una sperimentazione a occhio nudo insomma, senza bisogno di protocolli e regole. Basta guardare per capire se qualcosa funziona o no. Anche l’assenza di effetti collaterali si misura con un solo sguardo. Per le cure compassionevoli rimando a Paolo Bianco. Quanto alla distanza che si vorrebbe porre tra Vannoni e Stamina, sembra difficile convincersi che si possa distinguere la creatura dal suo creatore.
 
LA SINDROME GASPARRI[pullquote]Davide Vannoni querela De Biasi e Dominici[/pullquote]
Ma il migliore è Davide Vannoni con la sindrome di Maurizio Gasparri: c’è una querela per tutti. Per Emilia De Biasi, senatrice e presidente della Commissione igiene e sanità, e per Massimo Dominici, responsabile del Laboratorio di biologia cellulare dell’Università di Modena e Reggio Emilia ed estensore di una relazione su Stamina in cui scriveva di aver riscontrato: «l’esistenza di un concreto pericolo per i pazienti a causa delle modalità di conservazione dei campioni di cellule da trapiantare, preservati in modo approssimativo, identificati da etichette scritte a matita e di non chiara interpretazione e quindi facilmente confondibili; in uno dei due campioni esaminati sono stati riscontrati inquinanti in grado di determinare rilevanti effetti biologici avversi come il rigetto cellulare e altre reazioni immunologiche».
La relazione su Stamina
«Il presidente di Stamina Foundation Davide Vannoni ha presentato querela per diffamazione nei confronti della presidente della Commissione Sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi e di Massimo Dominici» (Stamina: avvocati Vannoni, querelati De Biasi e Dominici Roma, AdnKronos Salute, 12 settembre).
 
«SONO TUTTI CIALTRONI»[pullquote]170 ordinanze di giudici civili hanno consentito le infusioni[/pullquote]
De Biasi è stata querelata perché durante una festa dell’Unità a Milano avrebbe detto che «le persone che fanno capo a Stamina sono tutti dei ‘cialtroni’» (leggere qui a pagina 11). Dominici è stato invece querelato perché «in audizione in Commissione Sanità del Senato lo scorso 30 novembre, ha reso una testimonianza lesiva della reputazione di Vannoni, peraltro smentendo se stesso: ha affermato che nelle infusioni non ci sono staminali, ma in una relazione da lui effettuata nel 2012 scriveva testualmente che i campioni analizzati ‘sembrano essere campioni di cellule staminali mesenchimali di verosimile origine osteomidollare’». A luglio Vannoni aveva anche denunciato alcuni «rappresentanti del mondo scientifico e istituzionale per istigazione all’inosservanza di provvedimenti di autorità giudiziarie: ci sono oltre 170 ordinanze di giudici civili che hanno consentito le infusioni, ma che non sono state applicate».
Davide Vannoni
 
LA RISPOSTA DI DE BIASI E DI DOMINICI[pullquote]Invece di querelare dimostrino che si tratta di neuroni[/pullquote]
Dominici risponde così: «Il bersaglio della querela non sono io ma la biologia, gli esperimenti di laboratorio. Le staminali mesenchimali prelevate presso gli Spedali Civili di Brescia dai Nas e da me analizzate non sono in grado di diventare neuroni. È quello che penso, che ho detto in Commissione Igiene e Sanità del Senato e che ho messo nero su bianco due anni fa nella relazione consegnata al ministero della Salute». (Stamina: Dominici, Vannoni non querela me ma la biologia. Si arrampicano su specchi’, senatrice De Biasi non commenta, ANSA, 12 settembre). Relazione, peraltro, che forse è stata letta con poca attenzione anche da parte delle istituzioni. «Si stanno arrampicando sugli specchi e non capiscono la differenza tra opinioni e fatti. Invece di querelare, dimostrino che si tratta di neuroni. La mia – conclude – non è un’opinione ma il risultato di un test di laboratorio. Non ho nessun interesse a servire una causa o l’altra». De Biasi preferisce «non esprimersi».
 
IL COSIDDETTO METODO STAMINA[pullquote]Le cellule non sono mai diventate neuroni[/pullquote]
Vale la pena riportare un altro pezzo di rispota di Dominici perché è una riposta più generale al cosiddetto metodo Stamina, e non solo alla querela. «Nella relazione io ho scritto che il metodo Stamina non si addice nemmeno alle ricette culinarie. E in ogni caso non è la mia opinione, ma il risultato di esami di laboratorio. Non ho ricevuto alcuna comunicazione in merito, comunque loro possono leggere quello che vogliono, la querela non sposta la biologia. Le cellule […] non sono mai diventate neuroni, non nel nostro laboratorio. Se loro hanno dati scientifici che lo dimostrano, io sono pronto ad ascoltarli e sono aperto all’innovazione. Non so a cosa si stiano attaccando, però certamente non è una mia opinione, sono dati di laboratorio: abbiamo preso le cellule e le abbiamo processate come si fa in tutto il mondo e abbiamo visto che non rispettano i definiti criteri di staminalità e non creano tessuto neuronale». (Stamina: Dominici, metodo non si addice nemmeno a ricette cucina, AdnKronos Salute, 12 settembre). D’altra parte Vannoni non ha mai voluto rendere pubblico il “suo metodo”, prima invocando un brevetto che non c’era, poi attaccandosi a varie altre scuse. «Pensavo che questa vicenda si stesse chiudendo» conclude Dominici.
 
UNA QUERELA PER TUTTI
Ma non è finita qui: la furia di querela arriva fino a Elena Cattaneo, Gilberto Corbellini e Michele De Luca (Stamina: tra querelati anche Cattaneo, Corbellini e De Luca. Avrebbero incitato a disattendere decisioni prese dai giudici, ANSA, 12 settembre). «Alla querela – ha precisato [uno degli avvocati di Vannoni] – abbiamo allegato una serie di articoli di giornale che portano le loro firme e che mostrano come abbiano, in questo modo, incitato a disattendere le decisioni dei giudici che autorizzavano le infusioni di mesenchimali».