Cultura e scienze

Erica Molino: la biologa che rischia la radiazione per Stamina

«Potrebbe arrivare un giudizio pesante da parte dell’Ordine nazionale dei biologi, che comprende anche l’ipotesi della radiazione, per Erica Molino, la biologa di Stamina (A fine mese dovrebbe essere esaminato procedimento da Consiglio di disciplina Roma, 9 ottobre 2014, AdnKronos Salute). Se così fosse potrebbe essere l’iscrizione più veloce della storia della biologia: «Iscrizione: 27/03/2014, Albo – Sezione A».

Iscrizione di Erica Molino
Iscrizione di Erica Molino

 
STAMINA È UN GRANDE BLUFF
Già poco dopo la chiusura delle indagini del pm Raffaele Guarinello, su Angela Molino erano emerse, lo scorso aprile, le accuse da parte di «una biologa della società Medestea, “prestata” per qualche mese al laboratorio dell’ospedale Civili di Brescia». Secondo la professionista che aveva lavorato con Molino, «l’unica che manipolava le cellule e conosceva il brevetto della terapia, […] “non c’era alcuna innovazione scientifica nella terapia”, e agli investigatori ha rivelato: “Stamina per me è un grande bluff”. Per la biologa, le provette “segrete” che spuntavano dalla borsetta di Erica Molino nel giorno delle infusioni erano solo acido retinoico, una molecola che interviene nella produzione della vitamina A e che si trova anche in molte creme per la pelle. “Un giorno – ha spiegato M. M. agli investigatori mostrando anche delle fotografie – ho visto che nel frigorifero del laboratorio c’erano due fiale di questa soluzione giallo fosforescente. Senza farmi vedere ho constatato che non si trattava di un preparato industriale e aveva le caratteristiche di acido retinoico. L’ho riconosciuto perché lo uso in altre occasioni di lavoro”. Tra le rivelazioni rese dalla biologa anche una stranezza: “Il terreno di congelamento delle cellule è una miscela di siero bovino fetale, terreno di coltura e 10 per cento di Dmso (dimetilsolfossido), ma nelle schede di lavorazione è indicato solo il siero fetale e il 20 per cento di Dmso: mi è stato detto che però si dovevano indicare nelle schede dati difformi dalla reale composizione. A mio parere non vi è nulla di eclatante nel metodo Stamina, o innovativo dal punto di vista scientifico: i presunti segreti della Molino erano assurdi. L’unica cosa innovativa è che Vannoni sia riuscito a entrare in un ospedale pubblico e che lì abbia proseguito imperterrito”».
Metodo-Stamina-Governo-“Entro-ottobre-giudizio-definitivo”-ma-il-tribunale-dice-si
RADIAZIONE?
Nei prossimi giorni per Molino potrebbe arrivare una decisione molto dura da parte dell’Ordine dei biologi. “A fine mese il Consiglio di disciplina dell’Ordine dei biologi esaminerà tra gli altri casi anche questo. Visto anche il giudizio espresso dal secondo Comitato scientifico, voluto dal ministro della Salute Lorenzin, sul metodo Stamina e la relazione dettagliata che ci hanno inviato gli Spedali Civili di Brescia sull’attività svolta dalla biologa di Stamina”. Ad affermarlo all’Adnkronos Salute è Ermanno Calcatelli, presidente dell’Ordine nazionale dei biologi (Onb). “Il Consiglio di disciplina esaminerà la pratica, ricordo che c’è anche un processo in corso su quanto accaduto a Brescia – sottolinea Calcatelli – La collega avrà 50 giorni di tempo per presentarsi o per mandare una sua memoria, dopodiché il Consiglio valuterà. Entro dicembre – conclude – ci sarà la pronuncia definitiva dell’Ordine e le sanzioni possono essere il richiamo formale, la sospensione e anche la radiazione. Ma dal ’peso’ delle carte di certo si va verso un giudizio severo”».
 
MOLINO NON HA REQUISITI
Calcatelli, a luglio, aveva anche dato ragione ai medici di Brescia che avevano protestato (Stamina: biologi, medici Brescia hanno ragione, Molino non ha requisiti, AdnKronos Salute, 14 luglio 2014): «L’Ordine dei medici di Brescia ha ragione a sollevare l’impossibilità per la biologa di Stamina Erica Molino, che giuridicamente non appartiene all’area medica e non risulta essere una dirigente di struttura complessa dell’ospedale, a guidare un’equipe medica. […] Il giudice ha deciso che la biologa dovrà infatti individuare e dirigere un’equipe medica che attui le infusioni con il metodo Stamina agli Spedali di Brescia, ma secondo i medici “in questo modo si stravolgono, oggettivamente, le competenze e le responsabilità professionali alla base della difesa della salute dei malati”. Nelle lettera i medici hanno chiesto l’intervento dell’Onb sul caso. “Come Ordine – afferma Calcatelli all’Adnkronos Salute – vigiliamo sull’operato di Erica Molino che è sottoposta a procedimento disciplinare. Ma su questo dobbiamo anche tenere conto delle indagini in corso e dei precedenti. La biologa – precisa il presidente dell’Onb – ha presentato i documenti necessari ed ora è iscritta all’Ordine, ma questo è avvenuto in un secondo tempo rispetto a quanto accaduto ai Civili nei mesi scorsi. Attendiamo la conclusione dell’inchiesta per concludere anche il procedimento disciplinare”».
 
UN’ALTRA NOTIZIA PER VANNONI
Dopo quella, ennesima, di due giorni fa (Caso Stamina, l’ex fidanzata di Vannoni: “Laboratorio nel sottoscala, mii insospettii”, la Repubblica). L’ex fidanzata di Vannoni aveva infatti dichiarato: «Mi rivolsi all’avvocato Mariagrazia Pellerino perché ero molto preoccupata di quel che succedeva nel laboratorio del sottoscala di via Giolitti, non ero esperta in quella materia, io collaboravo con la società di Davide Vannoni per altri progetti, ma mi era chiarissimo che quei locali non erano in alcun modo adatti a ospitare un laboratorio: nessun protocollo medico è possibile in un sottoscala».
Davide Vannoni
Davide Vannoni

Intanto Vannoni ieri si è voluto prendere la sua piccola rivincinta…