Cultura e scienze

Staino e i mille euro a disegno da Renzi

fabio franceschi fatto

Con molta cattiveria, il Fatto di oggi recupera un aneddoto raccontato da Sergio Staino per “spiegare” la vicinanza di quest’ultimo al segretario PD e presidente del Consiglio. Tutto parte dal rapporto consolidato con Gianni Cuperlo dell’autore di Bobo che però comincia a mostrare qualche crepa quando Staino si avvicina a Renzi:

Tutto bene “fino al giorno in cui è venuto fuori sulla scena Renzi”. Col segretario c’è un’amicizia, ma non così forte come quella con Cuperlo. È cominciata così: Renzi da presidente della Provincia di Firenze contatta il disegnatore. “Mi devi disegnare un po’di tavole per il giornalino degli studenti dei licei. Mille euro a tavola ti vanno bene? ”, gli disse. “Mai nessuno mi aveva mai dato tanto”, racconta l’autore. Era l’inizio della scalata al potere fiorentino. Stravinse e lì cominciò “un attacco violentissimo”, che continua tuttora. “È stato eletto democraticamente segretario del nostro partito. Lo si voglia o no, quello è il nostro segretario”. E invece “è successa un ’offensiva di una stupidità globale mirata ad acquisire le
poltrone”

sergio staino
È lì che la crepa comincia ad allargarsi, quando Cuperlo molla la presidenza del Pd in dissenso con Renzi, dice Staino:

“Sono stato felicissimo che lui l’abbia accettata, ma sono stato tristissimo quando l’ha lasciata dopo una settimana”. Poi Renzi propone Cuperlo come nuovo direttore de l’U n i tà . Staino fa da mediatore. “Per me è il meglio del meglio del meglio –dice in toscano –. La trattativa è andata avantiper duemesi eun giorno ho twittato a Matteo: ‘Se tu volevi farmi litigare con Cuperloci seiriuscito’”. L’ex presidente rifiuta la nomina: “Non ha accettato perché non si fida”. Ed ecco il secondo motivo. “Siamo adesso come due fratelli divisi”.

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