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Sparatoria a Dallas, cinque poliziotti uccisi

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Cinque agenti di polizia di Dallas sono stati uccisi da cecchini durante le manifestazioni di protesta dopo i fatti del Minnesota e della Lousiana. Il capo della polizia di Dallas David Brown ha detto in un comunicato che uno o due cecchini hanno sparato a 11 agenti, quattro dei quali sono stati uccisi. Si parla di una trentina di colpi sparati. Due ufficiali sono ricoverati e sotto i ferri, uno è in condizioni critiche. Secondo la CBS uno dei killers sarebbe finito in un garage dove avrebbe trattato con la polizia e ora è in custodia. Un pacco trovato vicino al sospetto sarebbe sotto investigazione. Tre persone sono state prese in custodia dopo un inseguimento da parte della polizia. Un quarto uomo starebbe trattando con la polizia. Uno degli uomini avrebbe pronunciato parole sconnesse, dicendo: «La fine sta arrivando, ci sono bombe in tutta la zona…». La polizia sta investigando sulla veridicità delle sue affermazione. L’aviazione civile ha sospeso i voli su Dallas. Anche un civile sarebbe rimasto ferito nella sparatoria. “Il sospetto con cui stiamo negoziando e che ha scambiato colpi di arma da fuoco con noi negli ultimi 45 minuti ha detto ai nostri negoziatori che la fine sta arrivando, che ucciderà altri di noi, intendendo agenti di polizia. E che ci sono bombe ovunque nel garage e nel centro delal città”, ha detto Brown. “Quindi siamo molto attenti in modo da non causare danni ai cittadini di Dallas mentre continuiamo a negoziare”. La morte del quinto agente è stata comunicata dal capo della polizia poco fa. Un sospetto che era stato fermato dalla polizia dopo essersi costituito nelle ore successive alla strage di Dallas, Mark Hughes, è stato rilasciato. Dopo l’attacco la polizia aveva diffuso una sua fotografia in cui l’uomo aveva un fucile in mano. L’uomo che si era asserragliato in un garage di Dallas dopo la strage di ieri sera in cui sono stati uccisi cinque poliziotti é stato “neutralizzato”: lo scrive in un tweet il giornalista della Nbc 5 Ben Russell. L’uomo si sarebbe suicidato. Secondo altre fonti sarebbe stato abbattuto dalla polizia. Nel commando c’era anche una donna: secondo quanto riferito dal capo della polizia della città texana, David Brown, la donna è stata fermata nei pressi del garage dove è barricato il quarto sospetto, mentre due persone sono state fermate mentre si trovavano a bordo di una Mercedes nera. Secondo Brown, i quattro hanno agito insieme, ma al momento non sono chiari i motivi. La polizia di Dallas sta perlustrando il centro della città con cani antiesplosivo alla ricerca di possibili bombe.
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Ieri sera in diverse città americane si sono svolte manifestazioni di protesta dopo l’uccisione di due afroamericani da parte di agenti di polizia bianchi in due diverse città degli Stati uniti, in Minnesota e in Louisiana. A Dallas diverse centinaia di persone avevano preso parte alla marcia, che si stava concludendo quando sono iniziati gli spari. Molti testimoni parlano di decine di colpi d’arma da fuoco provenienti da un’arma semi-automatica. “GLi spari arrivavano da un tetto”, ha raccontato un manifestante. Tre persone sono state fermate in seguito alla sparatoria ieri a Dallas in cui sono morti quattro poliziotti: lo scrive la Bbc online, che cita un tweet della polizia della città. Secondo il tweet, una persona è stata catturata mentre un’altra si è costituita alla polizia. La polizia di Dallas ritiene che quattro “cecchini” abbiano aperto il fuoco ieri sera uccidendo quattro agenti: lo ha detto durante una conferenza stampa il capo della polizia della città, David Brown, secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian. In questo video si vedono gli attimi successivi alla sparatoria:

Secondo il capo della polizia, che è apparso in conferenza stampa con il sindaco di Dallas, il democratico Mike Rawlings, i due cecchini “volevano ferire o uccidere il maggior numero possibile di agenti”, per cui hanno preparo un’imboscata e alcuni agenti sono stati raggiunti dagli spari alle spalle. “Alle 20:58 (le 2:58 in Italia, ndr) si è verificato l’incubo peggiore”, ha detto durante una conferenza stampa il sindaco sottolineando che un totale di 11 agenti sono stati colpiti da cecchini, 5 morti e altri 6 feriti. Sul posto, ha precisato, al momento della sparatoria c’erano 100 poliziotti. In un primo momento si pensava che a sparare fossero state solo due persone, ma successivamente Brow, ha affermato che i “cecchini” erano quattro. Dopo la strage la polizia ha fermato una persona sospetta, un’altra si è costituita e successivamente sono state fermate altre tre persone, tra cui una donna. “Alcuni poliziotti sono stati colpiti alla schiena”, ha sottolineato Brown: “Il loro piano era di ferire e uccidere il maggior numero di agenti possibile”, ha detto senza fornire alcuna ipotesi sui motivi dell’attacco. Questa è la fotografia pubblicata dall’account della polizia di Dallas che l’ha indicato dapprima come sospetto, ma la stessa polizia avrebbe ritrattato la sua posizione: Mark Hughes non c’entra nulla con la sparatoria.
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Il fratello dell’uomo ritratto nella foto ha sgomberato successivamente il campo da ogni dubbio dicendo che l’uomo non è sospettato.Cory Hughes, uno degli organizzatori della protesta di ieri contro l’uccisione di neri da parte della polizia, ha detto che Mark non è coinvolto nell’attacco e non ha sparato a nessuno. In Texas è legale girare in pubblico con un’arma da fuoco. Almeno due cecchini hanno sparato sugli agenti alla manifestazione, uccidendone cinque e ferendone sei, insieme a una civile, non grave. Sono stati effettuati tre fermi, mentre una quarta persona è asserragliata in un garage assediato dalla polizia. Secondo ABC il sospetto potrebbe aver piazzato delle bombe nell’area. Brown ha detto che la polizia ritiene che le quattro persone abbiano pianificato insieme l’attacco, ma non ha fatto i ipotesi sulla motivazioni. Ha detto che gli arrestati non stanno cooperando: “aspettiamo che crollino”. Ferita anche una civile: Shetamia Taylor, che partecipava con i figli alla protesta, è stata colpita a una gamba, ma non rischia la vita. Mark Hughes, la cui foto alla manifestazione con un fucile a tracolla era stata diffusa dal dipartimento di polizia, è stato rilasciato dopo essersi consegnato e non è tra gli indiziati.

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Una foto della sparatoria di Dallas

In questo video di Foxnews si sentono spari:


In questo video si vede passare il sospetto mentre sta arrivando la polizia; il sospetto viene indicato come quello la cui foto è stata diffusa dalla polizia di Dallas ma qui sta passando senza armi (e ciò dimostrerebbe che l’uomo non c’entra nulla:


“Apparentemente due cecchini hanno sparato contro dieci poliziotti da una posizione elevata durante la manifestazione di protesta”, ha affermato il capo della polizia di Dallas, David Brown, citato dall’emittente Nbc 5. I colpi sono stati sparati verso le 21, ora locale. Un undicesimo agente è stato ferito in un’altra sparatoria. Quattro dei poliziotti sono morti, mentre anche un civile sarebbe rimasto ferito. Gli spari durante il raduno di protesta hanno provocato il panico ed un fuggi fuggi generale fra la folla che stata partecipando alla protesta vicino al John Kennedy memorial. Un video diffuso su Youtube e Twitter mostra la gente in fuga mentre si sente il rumore degli spari. La polizia diffuso su Twitter l’immagine di un afroamericano con un pizzetto e una maglietta mimetica, considerato un sospetto. L’uomo nella foto, ha poi annunciato Brown, si è consegnato agli agenti. Un secondo uomo è stato arrestato dopo una sparatoria con le forze speciali delle unità Swat, durante la quale non vi sono stati feriti. Un pacco sospetto è stato trovato sul posto e i genieri sono al lavoro.

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Le vittime della polizia negli StatiUniti (Repubblica, 8 luglio 2016)

Sparatoria a Dallas, quattro poliziotti uccisi

I manifestanti di Dallas protestavano per i due ultimi episodi di afroamericani uccisi dalla polizia, ultime morti di una lunga catena di episodi simili. Philando Castile, 32 anni, è stato ucciso ieri a Saint Paul, Minnesota, mentre stava prendendo il portafogli per mostrare i documenti dopo essere stato fermato perchè una delle luci di posizione della sua auto era rotta. Alla morte di Castile, responsabile della mensa di una scuola elementare, hanno assistito la moglie, che ha ripreso tutto in un video, e la figlioletta. Il giorno prima a Baton Rouge, in Louisiana, due agenti hanno sparato contro Alton Sterling, 37 anni, mentre lo tenevano immobilizzato a terra, come si vede in un video registrato da un passante. Le due morti hanno riacceso la rabbia degli afroamericani e scosso le coscienze, con manifestazioni in varie parti degli Stati Uniti, compresa una grande marcia a Washington verso la Casa Bianca. “Abbiamo visto troppe volte tragedie come queste – ha detto il presidente americano Barack Obama al suo arrivo a Varsavia per il summit Nato – tutti noi americani siamo turbati da queste sparatorie, che non sono incidenti isolati, ma sono sintomatici delle disparità razziali”. “Una cosa del genere sarebbe accaduta se il guidatore e i passeggeri fossero stati bianchi? Penso di no – ha dichiarato il governatore democratico del Minnesota, il bianco Mark Dayton – ritengo che tutti noi in Minnesota dobbiamo confrontarci con il fatto che questo razzismo esiste. Nessuno dovrebbe essere ucciso in Minnesota perchè ha una luce di posizione rotta”. Il dipartimento americano della Giustizia ha aperto un’indagine federale sul caso Sterling e monitora l’indagine in Minnesota.  A rendere ancora più drammatica la vicenda è il video shock della donna, di nome Diamond Reynolds, che ha mostrato in diretta streaming gli ultimi istanti di vita di Castile. Nel filmato di quasi 10 minuti, postato sull’account Facebook di Reynolds e poi eliminato dal social network per i contenuti troppo cruenti ma nel frattempo diventato virale, si vede il 32enne – che lavorava come responsabile alla mensa della St. Paul’s J.J. Hill School – in un lago di sangue. Mentre la fidanzata, costretta a rimanere immobile con le mani in vista, urla che un agente ha appena sparato “quattro o cinque colpi” al compagno. “Per favore non mi dica che è morto. La prego non mi dica che il mio ragazzo se n’é appena andato in quel modo”, implora. La donna poi spiega che Castile, fermato per un controllo, aveva detto di avere la licenza per avere un’arma e stava estraendo il documento dalla tasca quando il poliziotto ha aperto il fuoco. Intanto di ora in ora monta la protesta: il governatore del Minnesota Mark Dayton, che ha chiesto di aprire un’indagine federale sul caso, è stato portato via per motivi di sicurezza dopo che centinaia di persone si sono riunite nella notte davanti alla sua residenza, per manifestare contro l’uccisione del giovane. “Era un nero nel posto sbagliato”, ha detto da parte sua la madre del 32enne ucciso alla Cnn.