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«I soldi dell'Unicef finiti alla società della famiglia Renzi»

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Della storia ha parlato per prima la Nazione venerdì scorso: Andrea Conticini, marito della sorella di Matteo Renzi, Matilde, è accusato di riciclaggio. Gli viene contestato l’utilizzo scorretto di fondi dell’Unicef. L’altro ieri a Rignano sull’Arno le forze dell’ordine hanno perquisito il suo appartamento e sequestrato computer e documenti, mentre i suoi fratelli sono accusati di appropriazione indebita. Marco Lillo sul Fatto di oggi circostanzia ancora di più i termini della questione e sostiene che la procura pensa che i soldi destinate alle campagne per i bambini affamati in Africa siano stati utilizzati per iniettare capitali in tre società, tra cui la Eventi 6:

La Procura di Firenze sospetta che i soldi dell’Unicef e di Operation Usa destinati alle campagne per i bambini affamati in Africa siano stati usati nel 2011 dal cognato di Matteo Renzi – Andrea Conticini – per iniettare capitali in tre società. La prima è quella dei Renzi, Eventi 6, che allora si chiamava ancora Chil Promozioni e le altre due società sono dei coniugi Patrizio Donnini e Lilian Mammoliti, renziani della prima ora.
I Conticini giurano che i soldi sono stati usati per far sorridere i bambini africani con la Play Therapy e l’avvocato Federico Bagattini ha fatto ricorso al Tribunale del riesame. Però l’accusa, con tutti i se del garantismo, resta enorme. I pm Luca Turco e Giuseppina Mionenel decreto di perquisizione non hanno inserito il nome delle società. Basta una visura per scoprire l’approdo del flusso finanziario da Londra a Firenze, segnalato dalla Banca d’Italia perché sospetto e al centro dell’inchiesta svelata da La Nazione venerdì.

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L’articolo di Marco Lillo sul Fatto Quotidiano (17 luglio 2016)

Lillo spiega che Conticini è accusato insieme al fratello Luca di appropriazione indebita con il padre Alfonso, che nel frattempo è deceduto. Le società Operation Usa e Unicef hanno mandato soldi a Play Therapy Africa Limited (PTA LTD), quest’ultima le ha stornate inviandole a Conticini. La PTA, secondo la difesa, era di Conticini, ma la società era per un terzo della Plat Therapy International

Secondo i pm di Firenze Alessandro Conticini avrebbe preso per sé i soldi destinati alle terapie per i bambini africani da Unicef e Operation Usa. Mentre il fratello, cognato di Renzi, è accusato di reimpiego dei capitali (art. 648 ter, che prevede nei primi due commi il riciclaggio) “commesso in Firenze nel corso del 2011 in relazione a somme di denaro provento del reato sopra indicato impiegate per l’acquisto di partecipazioni societarie in nome e per conto di Alessandro Conticini”. Il punto è che Andrea Conticini ha comprato in nome e per conto del fratello Alessandro quote solo di tre società inFirenze. La più famosa è la Chil promozioni Srl (poi denominata Eventi 6) dei Renzi. Andrea Conticini, in nome e per conto di Alessandro, partecipa all’aumento di capitale da 10 mila a 12 mila e 500, con sovraprezzo di 47 mila e 500. In pratica Alessandro Conticini prende una quota del 20 per cento (che poi cederà nel 2013) e mette 50 mila euro nel capitale della Eventi 6. Matteo Renzi è stato socio e collaboratore di Chil Srl fino al 2003e poi dirigente in aspettativa di Eventi 6 fino al 2014. Undici giorni prima, il 10 febbraio del 2011, Andrea (in nome e per conto di Alessandro) Conticini compra anche le quote di altre due società del giro renziano: il 20 per cento di Dot Media da Patrizio Donnini (uomo comunicazione di Matteo Renzi e di altri esponenti Pd) per 2 mila euro e il 30 per cento della Quality Press (in liquidazione dal 2013) dalla moglie di Donnini, Lilian Mammoliti, per 30 mila euro.