Cultura e scienze

«Sul sito di Grillo tante fesserie»

Se n’è accorto persino Massimo Artini. Il deputato “informatico” che aveva sviluppato la piattaforma per la rendicontazione poi rifiutata dalla Casaleggio si sfoga in un’intervista rilasciata ad Annalisa Cuzzocrea parlando anche del post su Matteotti e Mussolini, considerato un modo per “cambiare discorso” visti i risultati delle elezioni, e del mailbombing contro di lui organizzato dai “talebani”, i deputati vicini a Grillo e Casaleggio, che alla fine ha portato all’arrivo di 15 email. L’intervista arriva dopo la paradossale sconfessione della partecipazione di Walter Rizzetto a Omnibus, arrivata a causa di un sottopancia sgradito.

«La gente sul territorio non è arrabbiata, di più. E non ce l’ha con noi che abbiamo deciso di restituire parte dello stipendio rendicontando tutto sulle nostre pagine Facebook, per non usare un sito gestito fuori dal Parlamento. Ci avevano organizzato contro un mail bombing, i talebani (che bisognerebbe chiamare opportunisti). Sa quante email mi sono arrivate? 15».
Con chi ce l’ha, la vostra gente?
«Con chi si inventa una cavolata come quella di Mussolini che non ha ucciso Matteotti da mettere sul sito il giorno in cui ci sarebbe da parlare della sconfitta elettorale. Immagino ce l’avessero nel cassetto da mesi».

massimo artini intervista repubblica

Come reagirete?
«Il fatto che non ci sia silenzio è un dato positivo. Io voglio che si rifletta su quello che è successo, e lo voglio da almeno un anno. Avevo posto il problema già a ottobre 2013, dopo le elezioni in Basilicata. Il punto è che non riusciamo adavere la credibilità che ci meritiamo. Anche stavolta, non siamo stati credibili. E visibili».