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I senatori che chiedono il vaccino perché si reputano “categoria a rischio”

Paola Binetti in testa, numerosi senatori stanno implorando il ministro della Salute Roberto Speranza affinché vengano inseriti nella lista delle persone da vaccinare, anche se questo significa scavalcare qualcuno che ne aveva già diritto

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Oggi il Fatto Quotidiano racconta che, Paola Binetti in testa, numerosi senatori stanno implorando il ministro della Salute Roberto Speranza affinché vengano inseriti nella lista delle persone da vaccinare, anche se questo significa scavalcare qualcuno che ne aveva già diritto:

“Il virus circola anche tra noi” come ha scritto allarmata la pia senatrice dell’Udc Paola Binetti a tutti i colleghi senatori per chiedere che mettano la firma a una sua proposta da sottoporre al ministro della Salute Roberto Speranza affinché li includa nelle categorie a rischio con diritto a una corsia preferenziale rispetto alla punturina che salva la vita: “Cari Colleghi, questa è una semplice interrogazione urgente al ministro perché voglia facilitare la vaccinazione di tutti noi senatori. Certamente sapete che sono ormai almeno una quindicina i colleghi che hanno contratto l’infezione. Non saprei dirvi in quale versione, se per esempio si tratta della variante inglese che tende a diffondersi più velocemente. Ma gli epidemiologi esperti dicono che con questo ritmo alla fine di marzo potrebbero esserci almeno una cinquantina di persone colpite”.

L’interrogazione recita così, accennando all'”ètà media dei senatori, alcuni dei quali con patologie pregresse, e le condizioni di stress e di rischio che i viaggi settimanali comportano per loro oltre alla molteplicità delle relazioni, che sia pure con la massima prudenza, sono tenuti a mantenere in virtù del loro ruolo, si chiede di sapere se il ministro non ritenga ormai utile, necessario e improcrastinabile procedere alla vaccinazione urgente dei senatori, considerando sia la loro età media sia il ruolo che svolgono, non meno a rischio di quello dei docenti e delle forze armate, categorie ormai considerate prioritarie nel nuovo Piano urgente per le vaccinazioni”