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“Bollito”, “Nano”: la furibonda lite a Cartabianca tra Scanzi e Contri (che abbandona lo studio) | VIDEO

Furiosa lite tra Andrea Scanzi e il no vax Alberto Contri durante l’ultima puntata di Cartabianca: tra i due volano parole grosse e Contri decide di abbandonare lo studio

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Saltano i nervi durante l’ultima puntata di Cartabianca. Una lite è esplosa tra Andrea Scanzi e Alberto Contri mentre si parlava di Covid: quest’ultimo stava sollevando dubbi sulla vaccinazione ai giovani, visto che la malattia colpisce in maniera grave soprattutto i più anziani, e ha azzardato un paragone con le morti nel mondo per il fumo. A quel punto Bianca Berlinguer per prima gli ha risposto per le rime: “Non siamo qui per parlare di questo”. La replica è arrivata poi anche dal giornalista del Fatto Quotidiano: “I fumatori non sono contagiosi, è questo il punto”. Gli animi si scaldano e lo scontro diventa ingestibile. “Non ho nessuna stima di questa persona. Fenomeno, stai al tuo posto”, dice ripetutamente Scanzi. “Se si ammalano soprattutto anziani, bisogna intervenire su quella classe. Non è il caso di vaccinare i giovani, Guardiamo l’emergenza”, dice Contri.

La lite tra Andrea Scanzi e Alberto Contri a Cartabianca

“Per guardare l’emergenza basta guardare te, fenomeno”, incalza Scanzi e la situazione degenera tra insulti reciproci: “Mascalzone, imbecille”, dice Contri. “Hai i neuroni di un cercopiteco”, replica Scanzi, che viene apostrofato come “cretino”. Contri decide di lasciare lo studio: “Sta uscendo dalla parte sbagliata”, avverte Berlinguer, senza successo. Contri va via infuriato anche con il “servizio pubblico” che “si permette di far parlare un giornalistucolo come questo”, riferendosi a Scanzi. Già prima c’erano state scintille tra i due, con Contri che rivendicava i suoi anni di lavoro in case farmaceutiche e Scanzi che gli dava del “bollito” e dello “zappatore”, sentendosi rispondere “nano”. Dopo l’addio di Contri, è intervenuto il giornalista de La Verità Fabio Dragoni: “Eravate in 6 contro uno, avete insultato una persona che merita rispetto. È andata in scena un dileggio del dissenso che mi mette a disagio”.