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Sara Di Pietrantonio: indagato il fidanzato

La polizia di Roma sta interrogando Vincenzo Paduano, il fidanzato di Sara Di Pietrantonio, la ragazza trovata carbonizzata in via della Magliana 1102 domenica notte vicino all’auto della madre bruciata. Intorno alle 21, dopo un’intera giornata di interrogatorio, ha chiesto di essere assistito da un avvocato e quindi risulta ufficialmente indagato. È sul giovane che puntano gli inquirenti: i due si erano lasciati da un paio di giorni, lui è una guardia giurata. Gli investigatori hanno in mano un video con le riprese di una telecamera di un’azienda che si trova in zona: immagini che mostrano un uomo salire su un’automobile dopo aver lasciato quella di Sara e andarsene via nella notte poco prima che gli abitanti diano l’allarme per l’incendio.

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Sara Di Pietrantonio: la ricostruzione (Corriere della Sera, 30 maggio 2016)

Sara Di Pietrantonio: indagato il fidanzato

I vigili del fuoco erano intervenuti intorno alle cinque per spegnere l’incendio della macchina, una Toyota ferma sul ciglio della strada, quando sul versante opposto alcuni passanti hanno segnalato un altro focolaio tra i cespugli. E proprio lì è stata trovata Sara, a terra con le braccia allargate e la camicetta sbottonata. Sul posto è arrivata la polizia scientifica che ha eseguito i rilievi del caso. Tra i primi a vedere il corpo della giovane, la madre Tina e lo zio, che erano usciti con la macchina a cercarla perché tardava a rientrare. L’ultimo messaggio Sara l’ha inviato alla madre intorno alle 3,30: “Sto tornando a casa” le ha scritto, come faceva di consuetudine, dopo aver accompagnato l’amica di danza con cui era uscita. Rimane da chiarire cosa sia successo dopo. Forse Sara ha incontrato qualcuno che conosceva e si è fermata a parlare, magari proprio nel parcheggio del ristorante.  Il fermato è Vincenzo Paduano e ha 27 anni.

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Sara Di Pietrantonio: il luogo in cui è stata ritrovata l’automobile (La Repubblica, 30 maggio 2016)

Sara Di Pietrantonio frequentava la facoltà di Economia all’Università Roma Tre. Repubblica racconta così quanto si vede nel video delle telecamere di sorveglianza:

Un video — girato dalle telecamere di sicurezza di una fabbrica di calcestruzzi in via della Magliana — ha ripreso una parte delle fasi di quanto accaduto sabato notte, poco dopo le 4.30: la Toyota Aygo della giovane ferma sul ciglio della strada affiancata da un’altra vettura, un individuo che scende da quest’ultima, sale sull’altro veicolo dal lato del passeggero, armeggia nell’abitacolo, poi ritorna sulla sua auto e parte. Pochi istanti e le fiamme divampano dalla Toyota. Su queste immagini c’e’ il massimo riserbo da parte degli investigatori. Anche perché in quei frame ci sarebbero altre scene. Quella dell’aggressione fisica alla ragazza, costretta a fermarsi dopo che la sua auto era stata affiancata da qualcuno che la stava inseguendo.

“Si era lasciata con il ragazzo da un paio di giorni. Non lo conoscevamo benissimo ma ci sembrava un bravo giovane”, dicono le zie di Sara Di Pietrantonio. “Ieri sera è uscita con un’amica e ha mandato, come di consuetudine, un messaggio alla madre quando aveva riaccompagnato la sua amica a casa – aggiungono -, non abbiamo idea di quello che sia accaduto. Ci auguriamo si tratti di un incidente”. Sara abitava in una palazzina di proprietà della sua famiglia, poco distante dal luogo in cui è stata ritrovata morta.

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Il luogo del ritrovamento dell’automobile in cui viaggiava Sara Di Pietrantonio

Sara Di Pietrantonio: l’interrogatorio di Vincenzo Paduano

La ricostruzione di quello che è successo in via della Magliana nel racconto delle cronache dei quotidiano è piena di particolari agghiaccianti. Scrive il Corriere della Sera nell’articolo di Rinaldo Frignani: «La ragazza, terrorizzata dopo essersi fermata, sarebbe fuggita dall’auto inseguita da chi voleva ucciderla. Dopo aver percorso circa 300 metri a piedi sarebbe stata raggiunta nel parcheggio del ristorante La Tedesca, sul lato opposto della strada, e lì picchiata, forse strangolata — come dimostrerebbero dei segni sul collo — e ritrovata dietro un muretto con la camicetta sbottonata. Poi il killer sarebbe tornato indietro per cancellare le tracce: prima bruciando la Toyota (come si vede nel filmato) poi dando fuoco alla ragazza ancora a terra, accanto a un muretto. Per il medico legale che ha svolto un primo esame del corpo i due incendi non sarebbero collegati l’uno all’altro, ma episodi distinti. Fiamme — soprattutto quelle che avvolgevano l’auto — che sono state notate da alcuni automobilisti. Sono stati loro a chiamare i pompieri. Una squadra di Vigili del fuoco è intervenuta dopo qualche minuto per spegnere il rogo dell’auto».