Cultura e scienze

Santoro deve 30mila euro a Mediaset

Michele Santoro è stato condannato a risarcire 30mila euro a Mediaset per un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano nel luglio 2011, all’epoca della sua trattativa con Giovanni Stella, a.d. di La7, quando dopo aver trovato un accordo di massima per entrare nel palinsesto della tv che allora era di Telecom aveva parlato di eventi esterni che avevano influenzato la sua trattativa:

Poi, però, la rottura: «Stella mi ha inviato, con la sua firma, una proposta subordinata all’accettazione di un contratto standard come quelli che ormai si fanno firmare a chiunque fa tv in Italia. Autonomia zero: l’editore si riserva di leggere preventivamente scalette, argomenti, ospiti e di porre il veto». Perché questa retromarcia di La7? Santoro la motivava così: «Evidentemente c’è stato un intervento esterno per bloccare un acquisto importante per realizzare un terzo polo televisivo che poteva diventare dirompente per il duopolio Rai-Mediaset. Se Sky e La7 raccogliessero insieme la pubblicità, sarebbe un terremoto. Questo agente esterno ha nome e un cognome: conflitto d’interessi. Politico e industriale insieme. Un’azienda, Mediaset, occupa il governo, il Parlamento, le Autorità, la Rai e piega tutto al proprio tornaconto. Con i numeri che facciamo, dovremmo avere una fila di editori: invece c’è la fuga». Parole ritenute diffamatorie dal giudice Laura Massari, che lo scorso 29 maggio ha pronunciato la sentenza di condanna di Santoro: dovrà risarcire 30 mila euro a Mediaset.

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Evidentemente il giudice, in mancanza di prove su un eventuale intervento diretto di Mediaset nella trattativa con La7, ha ritenuto diffamatorio l’attribuzione di un fatto specifico e predeterminato al Biscione. Di qui la condanna.