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Sorpresa: Salvini scopre dopo due mesi che siamo in stato di emergenza sanitaria

Il leader della Lega, quello che vuole che il Parlamento stia aperto giorno e notte ha scoperto ieri che il Governo due mesi fa ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria e si chiede come mai nessuno ci abbia informati. Ma cosa gli paghiamo lo stipendio da senatore a fare?

Matteo Salvini da giorni parla della necessità di “riaprire” il Parlamento e chiede che gli venga data la possibilità di tornare a lavorare. A qualcuno è venuto il dubbio che quella del leader della Lega sia la sceneggiata di chi ha un disperato bisogno di far vedere di stare facendo qualcosa. Del resto è noto che il senatore Salvini non sia propriamente tra i parlamentari più presenti al Senato, ed è quindi curioso che proprio ora voglia mettersi al lavoro di buona lena.

Perché Salvini “ha scoperto” che il Governo ha dichiarato lo stato d’emergenza

A ulteriore dimostrazione del fatto che Salvini sta solo facendo polemica contro il Governo e non ha la minima intenzione di dare una mano contro l’epidemia di Covid-19 c’è un post pubblicato ieri sui social del capo del Carroccio. Nel post – condiviso su Facebook e su Twitter – Salvini fa propria la lamentela dell’avvocato Guido Magnisi che ieri ha scoperto che il 31 gennaio era stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria e si chiedeva «perché non si è dato il massimo risalto ad uno stato di emergenza che sin dal 31 gennaio non solo era previsto, e riconosciuto a livello internazionale, ma era già stato dichiarato?».

matteo salvini stato emergenza 31 gennaio complotto - 1

Ora che il governo avesse deliberato il 31 gennaio, dopo un’analoga decisione dell’OMS annunciata il 30 gennaio, lo stato di emergenza sanitaria è una notizia che è stata data da tutti i giornali (qui il nostro articolo dell’epoca) e ovviamente, come si vede il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Sicuramente ad un comune cittadino e pure ad un avvocato può essere sfuggita la pubblicazione in GU, così come la notizia della dichiarazione dello stato di emergenza. Ma Matteo Salvini non è un comune cittadino, è un senatore, è il leader del principale partito d’opposizione: davvero ha scoperto ieri l’esistenza dello stato d’emergenza? Qualcuno potrebbe addirittura ricordare che i cittadini italiani pagano Salvini per essere informato su quello che accade in Parlamento, non per rilanciare ipotesi di complotto o di insabbiamento delle notizie.

Dov’era Salvini quando il Governo deliberava lo stato d’emergenza?

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa stesse facendo o scrivendo Salvini in quei giorni di fine gennaio. Il 29 gennaio compariva in video per chiedere “con urgenza” che il Governo andasse a riferire in Aula su quello che stava facendo per evitare la diffusione del virus in Italia.

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Il 30 gennaio il Ministro della Salute Speranza ha svolto un’informativa urgente sul coronavirus prima alla Camera e poi al Senato (qui il resoconto stenografico) per spiegare quali misure aveva preso il nostro Paese e fare il punto della situazione a livello internazionale. Al momento in cui Speranza parlava in Aula l’OMS non aveva ancora dichiarato lo stato di emergenza sanitaria.

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Quasi come se non fosse stato in Aula ad ascoltare il Ministro della Salute il giorno successivo (31 gennaio) Salvini attaccava il governo perché aveva lasciato arrivare i due turisti cinesi affetti da Covid-19 che erano stati ricoverati nella notte allo Spallanzani. È sempre lo stesso Salvini che da giorni diceva che bisognava bloccare i barconi e che successivamente, nel bel mezzo dell’emergenza coronavirus nel lodigiano, avrebbe chiesto di riaprire tutto per far ripartire tutte le attività produttive invitando turisti e concittadini a visitare l’Italia.

La conferenza stampa in cui Luca Zaia si complimentava con Gabrielli per la nomina a Commissario per l’emergenza

Il 1 febbraio, quando ormai tutti i giornali avevano dato la notizia della dichiarazione dello stato di emergenza sanitaria, Salvini era a Vignola alla festa di ringraziamento della Lega per le elezioni in Emilia-Romagna. Non sappiamo perché non abbia dato la notizia dello stato di emergenza, probabilmente perché non c’era modo di dirlo ai suoi elettori mettendo in cattiva luce l’operato dell’esecutivo. Eppure sappiamo che nella Lega qualcuno era sicuramente informato di quello che era successo. Il 31 gennaio il Presidente del Veneto Luca Zaia annunciava su Facebook che l’indomani avrebbe tenuto una conferenza stampa sull’emergenza coronavirus. All’inizio della diretta su Facebook (qui il video integrale) Zaia parla proprio della dichiarazione dello Stato d’emergenza. Non solo: si collega telefonicamente con Gabrielli (il Capo della Protezione Civile) che era stato nominato Commissario (è per quello che Gabrielli fa un punto stampa ogni giorno alle 18) il quale spiega ai giornalisti quali sarebbero state le prime misure. Ad esempio il ritorno dei nostri connazionali da Wuhan. Durante il colloquio Zaia e Gabrielli si scambiano convenevoli e complimenti e il Presidente del Veneto fa presente di essere stato sempre in contatto con la Protezione Civile nelle ore precedenti. Insomma la Regione Veneto, guidata da un leghista, era stata perfettamente informata della decisione della dichiarazione dello Stato di Emergenza. E Zaia non era assolutamente preoccupato dal fatto che la durata fosse (come previsto dalla legge) di sei mesi.

https://www.epicentro.iss.it/ben/2003/ottobre%202003/1

Del resto anche durante l’epidemia di SARS – che non arrivò in Italia – il governo Berlusconi nel 2003 dichiarò lo stato di emergenza sanitaria. Tutti insomma erano informati di quello che era stato deciso. Difficile pensare che Salvini non lo sapesse. Ma il nostro più che dal coronavirus in quei giorni era preoccupato dal voto sull’autorizzazione a procedere (il 12 febbraio) per il caso Gregoretti. Il motivo per cui scopre oggi l’esistenza dello Stato di Emergenza è uno solo: strizzare l’occhio ai tanti elettori di destra che hanno scoperto ieri che lo stato di emergenza finirà a luglio e che chiedono a gran voce di processare Conte. Salvini questo non lo può dire, ma gli basta far capire ai suoi che anche lui “è preoccupato”.

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