Fact checking

Quello che Salvini fa finta di non capire sul caso della prof sospesa a Palermo

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«Dire che Salvini è fascista, che il decreto sicurezza è fascista e parlare di Olocausto e di Salvini assassino, non penso sia opportuno e non è opportuno che ci siano questi accostamenti irrispettosi perché il fascismo fece dei morti, il comunismo fece dei morti, il nazismo fece dei morti e noi vogliamo salvare vite difendendo i confini italiani». Così Salvini a proposito del caso della professoressa dell’Itis Vittorio Emanuele III sospesa per quindici giorni perché durante la giornata della Memoria i suoi alunni hanno prodotto un video dove si accosta il Decreto Sicurezza alle leggi razziali del 1938.

Sorpresa: nessuno ha mai paragonato Salvini ad Hitler

La segnalazione era partita da un utente Twitter – Claudio Perconte – che era stata raccolta e rilanciata dalla sottosegretaria ai Beni Culturali Lucia Borgonzoni (Lega) che su Facebook aveva espresso il desiderio che il docente venisse «cacciato con ignominia e interdetto a vita dall’insegnamento».  Come si è visto però dal video integrale della presentazione realizzata dagli alunni si tratta un semplice accostamento tra ciò che accadde “ieri” (ovvero durante il Ventennio Fascista) e ciò che sta accadendo oggi. Così come le Leggi Razziali privarono gli ebrei italiani dei diritti civili così anche il Decreto Sicurezza di Salvini fa altrettanto nei confronti dei migranti quando ad esempio toglie la protezione umanitaria e chiude i centri di accoglienza. È Fascismo? Gli studenti non lo dicono.

Alla luce del video non si spiega però su che basi l’Ufficio scolastico provinciale abbia deciso di comminare la sanzione. Il dubbio è che si siano limitati a quanto riportato nel tweet di Perconte che sosteneva che nel video si paragonassero Salvini, Conte e Di Maio (quando in realtà nella foto sono  Salvini, Kickl e Seehofer) ad Hitler ed ai nazisti e che nella presentazione si dicesse che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Non solo Salvini non viene mai accusato di tutto ciò ma Hitler non viene nemmeno nominato.

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La presentazione invece punta a sottolineare come il dramma dei migranti e la politica della chiusura delle frontiere – applicata anche da altri paesi europei – sia simile a come le democrazie occidentali avevano voltato le spalle agli ebrei perseguitati. Significa forse dire che i paesi vincitori della Seconda Guerra Mondiale hanno fatto finta di non vedere e non capire cosa succedeva in Germania, in Italia e nei territori occupati del Terzo Reich? Sì. Ed è la Storia che ce lo dice. I contenuti del video sono offensivi? No. E il problema sono semmai le conseguenze del Decreto Sicurezza, non quello che hanno detto e scritto gli studenti. Non è colpa degli studenti se la revoca della protezione umanitaria priva di diritti i migranti che si trovano in Italia. A loro il merito di aver puntualizzato come togliere diritti agli altri sia un gesto autoritario.

Il gioco furbo di Lega e M5S sulla sospensione della docente di Palermo

Mentre Salvini gioca a fare la vittima tace invece la senatrice Borgonzoni, colei che portò il “caso” all’attenzione pubblica rilanciando l’appello di Perconte e chiedendo pene draconiane nei confronti dell’insegnante. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, in quota Lega, invece tentenna e prende tempo. Dice di essersi fatto mandare le carte per poter valutare la cosa e scarica la responsabilità sugli uffici del provveditorato agli studi di Palermo. «Non c’è un commento politico, perché gli uffici per i provvedimenti disciplinari sono presenti in tutti gli uffici provinciali e agiscono secondo le norme che prevedono, in questo caso, le sanzioni. Sotto i dieci giorni agisce il dirigente scolastico, quando il dirigente ritiene che ci sia qualcosa di superiore invia tutto il materiale all’ufficio per i provvedimenti disciplinari, dopo ci sarà stato un momento di confronto, ma la decisione è dell’ufficio provvedimenti disciplinari di Palermo»

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Bussetti però promette di fare chiarezza, o almeno lascia vagamente intendere che andrà a fondo della questione: «Visto l’effetto che ha avuto o solamente chiesto di vedere le carte, per darci un’occhiata, ma questa è una decisione autonoma dell’ufficio scolastico provinciale. Io non reputo niente, perché finché uno non vede le carte, non può giudicare». Chissà, forse tra le carte c’è pure il filmato “incriminato”. Il MoVimento 5 Stelle invece coglie l’occasione per andare di nuovo all’attacco dell’alleato di governo.

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Il Presidente della Commissione Cultura della Camera Luigi Gallo “scopre” che a qualcuno piacciono solo cittadini indottrinati, obbedienti “e quindi incapaci di costruire un mondo migliore di quello che ereditano” e parla di censura da parte del Ministero della Lega (dove per la verità il viceministro è del M5S). Salvini invece vuole una scuola diversa: «la politica dovrebbe stare lontana dalla scuola, dovrebbe educare al confronto di idee diverse», non tutte però perché quelle degli studenti del Vittorio Emanuele III sono “fuori dal tempo”. Lo sanno tutti che è da cretini parlare di fascismo nel 2019. Lo dicono dalla Lega e lo dicono soprattutto nel MoVimento 5 Stelle, proprio quelli che oggi scoprono che certi valori sono importanti.

La solidarietà di sindacati e studenti alla professoressa Dell’Aria

A difesa di Rosa Maria Dell’Aria, la docente sospesa, sono scesi in piazza sindacati scuola di Cgil, Cisl, Uil, Rua, Gilda e Snals con un presidio davanti all’Istituto. Il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campo e il segretario si settore Franca Giannola chiedono “la revoca immediata della sanzione, il rispetto della Costituzione”, e si impegnano a “indire ulteriori forme di mobilitazione e di lotta per la difesa dei diritti dei lavoratori, la libertà di parola, il diritto di insegnamento e di apprendimento e gli spazi di democrazia in tutti i luoghi di lavoro, della conoscenza e della cultura”.

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Anche gli studenti delle scuole di Palermo difendono la docente. Lo fa una studentessa palermitana che ha pubblicato una lettera aperta alla professoressa Dell’Aria. Lo faranno i vari comitati studenteschi con una manifestazione davanti alla sede della prefettura per chiedere l’immediata revoca del provvedimento disciplinare emesso contro la docente dell’Iti Vittorio Emanuele III e per manifestare «il proprio dissenso contro le continue intimidazioni a studenti e professori inflitte dal governo Salvini». In una nota del Collettivo Universitario Autonomo Palermo si legge che «ciò che è avvenuto a Palermo è sintomatico della situazione politica del paese: è un campanello d’allarme da non sottovalutare». La Rete degli Studenti Medi chiede rispetto per la libertà di pensiero e di liberare la scuola italiana dalle strumentalizzazioni della politica.

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