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Salah Abdeslam è a Bruxelles

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Salah Abdeslam, l’attentatore di Parigi in fuga, si nasconde a Bruxelles o nei dintorni, e ha chiamato amici suoi chiedendo aiuto per scappare in Siria. Lo scrive AbcNews online citando come fonte due suoi amici che hanno chiesto di non essere identificati. Oltre a loro due Salah avrebbe contattato una terza persona via Skype attraverso un telefono cellulare. L’indicazione è stata confermata all’emittente dal fratello di Salah, Mohamed, risultato estraneo ai fatti, secondo cui “credo non sia affatto lontano”.

Salah Abdeslam è a Bruxelles

Intanto il Mirror ha pubblicato un video che mostra Brahim Salah, il terzo fratello della famiglia, mentre rapina un bar a Molenbeek con un complice. Dopo essere penetrato nella cantina-deposito del bar, si vedono i due scassinare alcuni flipper e macchine da gioco. Secondo il tabloid, il filmato solleva “domande inquietanti su cosa i servizi di sicurezza sapevano sui fratelli Abdeslam, prima degli attacchi devastanti nella capitale francese”. Il Mirror ricorda che Ibrahim era stato arrestato a maggio dopo il furto, e sostiene che l’Isis si finanzia anche attraverso piccoli furti e rapine. E’ stato di allerta anche oggi a Bruxelles, che nel secondo giorno di preallarme per possibili attentati terroristici resta blindata, mentre la polizia e’ alla ricerca di “diversi sospetti” jihadisti. Il Centro di crisi della capitale belga ha mantenuto il livello di allerta definito ieri, riservandosi di rivederlo nel corso della giornata. La minaccia in Belgio va al di là del solo Salah: “Cerchiamo molteplici sospetti, è per questo che abbiamo messo in campo una siile concentrazione di risorse”, ha detto il ministro degli Interni e vicepremier Jan Jambon in un’intervista a VRT. Secondo France Info, sarebbero almeno una decina gli uomini ricercati, pronti ad attacchi come a Parigi. “Seguiamo la situazione minuto per minuto, non ha senso nasconderlo, c’è una minaccia reale, ma facciamo di tutto per fronteggiarla”, ha aggiunto.

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Salah Abdeslam: l’identikit diffuso dalla polizia francese venerdì

“Come famiglia non abbiamo paura, desideriamo che si arrenda, che si consegni per portare le risposte che tutti cerchiamo, preferiamo vederlo in prigione che in un cimitero”: così Mohamed, il fratello di Salah Abdeslam in un’intervista al primo canale della tv pubblica Rtbf. Credo che i miei fratelli “non si siano radicalizzati ma siano stati manipolati”:, ha poi detto. “Certo che ero vicino a loro, conversavamo di cose banali, hanno avuto un cambiamento da sei mesi a questa parte ma non preoccupante”, ha spiegato Mohamed. “Quando tuo fratello ti dice che ha smesso di bere o che si interessa più di religione, non è necessariamente una cambio radicale”, ha detto.