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«Sai quanto ce guadagno con gli immigrati?»

massimo carminati banda della magliana

Saranno contenti tutti quelli che dicono che gli immigrati sono un business. Dopo Mafia Capitale, l’inchiesta che ha scoperchiato il Mondo di Mezzo tra mafia e politica, ora si scopre anche di chi è questo business. Ovvero, della cupola mafiosa che aveva come capo un estremista di destra come Massimo Carminati ed era collegata a personaggi del mondo delle cooperative che avevano entrature a sinistra. Un business bipartizan, ma del quale non si fatica a comprendere l’importanza ascoltando quanto dice al telefono Salvatore Buzzi, presidente del consorzio di cooperative Eriches, che guidava un gruppo capace di chiudere il bilancio 2013 con 53 milioni di euro di fatturato. Gli incassi arrivano da servizi per rifugiati e senza fissa dimora, oltre che da lavori di portineria, manutenzione del verde e gestione dei rifiuti per la Capitale. E che candidamente al telefono con una collaboratrice ammetteva: «Quest’anno abbiamo chiuso con 40 milioni di fatturato ma tutti i soldi li abbiamo fatti su zingari, emergenza alloggiativa e immigrati, gli altri settori finiscono a zero». E in un’altra conversazione: «Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? La droga rende meno».

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La cupola che governava Mafia Capitale (Corriere della Sera, 3 dicembre 2014)

GUADAGNARE CON GLI IMMIGRATI
Ma cosa significa guadagnare con gli immigrati? Del consorzio Eriches fa parte la Cooperativa sociale 29 giugno, che nel 2011 offre assistenza nella gestione dei migranti che costa alla Protezione Civile un miliardo e trecento milioni, ovvero la cifra stanziata per l’accoglienza dei rifugiati dopo la guerra in Libia. E la pacchia continua fino a Mare Nostrum, come racconto i bilanci delle cooperative sempre in crescita. Anche se i problemi ci sono per tutti, e quello di Buzzi si chiama elezioni. Durante la campagna elettorale gli tocca girare con quanti più contanti possibile in tasca, perché le richieste si moltiplicano e i cavalli su cui scommettere devono essere necessariamente tanti.

Ancora una volta è un’intercettazione a svelare i metodi del gruppo; sempre di Buzzi, che ad aprile 2013, in piena campagna elettorale, s’era messo in moto con tutti i partiti: «La cooperativa campa di politica. Finanzio giornali, faccio pubblicità, finanzio eventi, pago segretaria, cena, manifesti, lunedì c’ho una cena da 20mila euro pensa… Questo è il momento che paghi di più perché stanno le elezioni comunali, poi per cinque anni… Mentre i miei poi non li paghi più,percentuale su quello che te fanno. Questo è il momento che pago di più…». Subito dopo chiarisce: «Mò c’ho quattro cavalli che corrono… col Pd, poi con la Pdl ce ne ho tre, e con Marchini c’è… c’ho rapporti con Luca (Odevaine, già vicecapo di gabinetto con Veltroni sindaco ndr) quindi va bene lo stesso…Lo sai a Luca quanto do? Cinquemila euro al mese… Un altroche mi tiene i rapporti conZingaretti (presidente della RegioneLazio ndr) 2.500 al mese…Mò pure le elezioni… Siamo messi bene perché Marino siamo coperti, Alemanno coperti e con Marchini c’ho… Luca che… piglia i soldi» (Corriere della Sera, 3 dicembre 2014)

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La cooperativa di Buzzi ha ricevuto persino fondi europei, come i 234mila euro provenienti dal Fondo Europeo per i rifugiati, di cui parla l’Espresso.

Ma è stato il 2013 l’anno migliore per il consorzio Eriches, come si legge nel bilancio, chiuso con un margine netto di quasi tre milioni di euro. «Nell’ambito dell’accoglienza, siamo cresciuti ed abbiamo continuato la gestione delle attività assistenziali in favore di immigrati, senza fissa dimora, mamme con bambini, ex detenuti, nomadi e famiglie in difficoltà», spiega il presidente, Salvatore Buzzi: «e abbiamo vinto il bando promosso da Roma Capitale per 491 immigrati facenti parte dello SPRAR, una commessa significativa che ci consentirà di stabilizzarci nel settore», con rimborsi garantiti da 35 euro al giorno. E pochi controlli sulla qualità degli aiuti. Nel 2013 Eriches ha vinto anche il bando della prefettura di Roma per il Cara di Castelnuovo di Porto, ovvero il centro per richiedenti asilo di Roma: centinaia di posti, continue proteste per le condizioni indegne di vita. L’appalto da 21 milioni di euro è stato però bloccato dal Tar.

I CONTATTI CON LA POLITICA
Non meno imbarazzanti sono i contatti con la politica, che avvengono sempre quando c’è da risolvere qualche problema a monte e attraverso l’informazione. Problemi risolti, a quanto pare:

In un’altra conversazione Buzzi parla «di un pagamento di 75.000 euro per cene elettorali a favore di Alemanno». Dopo un articolo sul Tempo, il 12 marzo scorso, sull’intervento del Tar per sbloccare un centro rifugiati («volto a promuovere da parte del Buzzi e del Carminati, una campagna mediatica favorevole al primo»), Buzzi ringrazia con un sms Alemanno per «l’ottimo articolo su il Tempo: ringrazia per noi il direttore e ancora grazie per la tua disponibilità». Alemanno rispondeva: «Un abbraccio». Quanto alle influenze sulla giunta Marino, Salvatore Buzzi commenta al telefono con Carminati, le ingerenze per la formazione della squadra. «Si dice che erano state espressele proprie preferenze in meritoalla nomina di assessori compiacenti rientranti nella propria scuderia di cui almeno sei erano già stati investiti di un incarico». In altri termini, viene registrato la «scuderia è pronta» e si è pronti a «cavalcare». Certo però, «se vinceva Alemanno ce l’avevamo tutti comprati, partivamo…c’amo l’assessore ai lavori pubblici, Tredicine doveva sta’ assessore ai servizi sociali, Cochi andava al verde. Ora noi c’avemo…… Ozzimo, quattro… Ozzimo, Duranti, Pastore e Nigro…».