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Il rogo del Monte Morrone

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Non è ancora spento l’incendio che da giorni sta interessando il Monte Morrone nella porzione compresa tra i Comuni di Pacentro, Sulmona, S. Eufemia a Maiella e Caramanico Terme, tutti in Provincia dell’Aquila. Personale del Parco, della Protezione Civile, del Soccorso Alpino e Vigili del Fuoco stanno operando sulle praterie di alta quota per contenere l’avanzamento verso il versante pescarese. Da giorni sono in azione diversi mezzi aerei. Il sindaco di S. Eufemia a Maiella ha emesso un ordinanza che ha interdetto l’accesso alla fascia pedemontana e alle vette della montagna fino al termine delle operazioni di spegnimento.

Il rogo del Monte Morrone

Al momento risultano distrutti circa 900 ettari di pineta. A rischio anche l’Eremo di San Pietro, la piccola chiesetta in cima al Monte Morrone, dove papa Celestino V andava a pregare quando ancora era eremita. I super alpini del Nono Reggimento dell’Aquila stanno effettuando delle operazioni di scavo intorno all’area dell’eremo per mettere in sicurezza la chiesetta. Da domenica la zona pedemontana e la cima del monte bruciano per mano di un piromane, che deve aver appiccato più inneschi. La Procura della Repubblica di Sulmona, infatti, col sostituto Giuseppe Bellelli, continua le indagini sui quattro inneschi ritrovati in montagna, più su alcune tracce che vanno valutate. Il magistrato accompagnato dai carabinieri-forestali si è portato sul luogo del disastro.


La Sala Operativa Permanente della Protezione Civile regionale comunica che sul posto sono impegnati 25 volontari muniti di brevetto AIB di primo e di secondo livello e 6 mezzi di spegnimento della Protezione Civile regionale. Sul posto è operativo anche un elicottero AS350 messo a disposizione dalla Regione Abruzzo, munito di benna da 700 litri che sta effettuando lanci mirati alla base delle fiamme. Inoltre, sulle pendici del Morrone sono impegnati anche 50 militari del Nucleo Speciale per le Emergenze del IX Reggimento Alpini dell’Aquila, che stanno operando per ridurre l’intensità dei roghi e sottrarre alla foga dell’incendio il materiale combustibile costituito da alberi, vegetazione e fogliame, reso particolarmente pericoloso dalla temperatura e dal perdurare della siccità. “Sono molto fiducioso che dalla sinergia di tutte le numerose forze messe in campo dal sistema di Protezione Civile, nel volgere di qualche giorno potremo finalmente avere la meglio su un rogo di enormi dimensioni che sta interessando un patrimonio boschivo di immenso valore ambientale, reso ancora più importante dalla presenza di luoghi e testimonianze legate alla vita di Pietro dal Morrone” ha detto il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che ieri a Sulmona (L’Aquila) ha presieduto un vertice per individuare le strategie di attacco dell’incendio.