Cultura e scienze

Roberto Codogno: le dimissioni respinte dell'uomo della manovra

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Dopo Daniele Franco, il Ragioniere dello Stato che ha fatto sudare a Renzi e Padoan per la bollinatura, un altro manager della burocrazia statale sembra avere molti problemi con la svolta renziana. Si tratta di Roberto Codogno, e le motivazioni della sua irritazione, riportate da Federico Fubini su Repubblica, dovrebbero mettere paura al premier e al ministro dell’Economia:

Il suo è un ruolo chiave: è Codogno che, insieme alla dirigente generale Maria Cannata, parla agli investitori internazionali per convincerli a comprare i titoli del debito pubblico italiano. Codogno si reca spesso a incontri con loro a Londra, dove vive nei fine settimana, e anche più spesso riceve i gestori dei più grandi fondi d’investimento al mondo a Roma, in via XX Settembre.Ma fra i motivi che avrebbe addotto per la sua voglia di andarsene c’è proprio questo: non crede più alla versione dei fatti sull’Italia che, istituzionalmente,è tenuto a fornire a manager dietro i quali si trovano migliaia di miliardi di fondi internazionali in cerca di investimenti.

E, sempre secondo Fubini, Codogno non sarebbe l’unico a dire che c’è un problema:

A far dubitare alcuni, c’è anche il fatto che la stima di decrescita del Pil nel 2014 sarebbe troppo ottimistica, perché non tiene conto del fatto che la recessione sta continuando anche in autunno(come notato ieri dalla Banca d’Italia). Con un’economia più piccola, salterebbero a catena anche le metriche di contenimento del deficit e del debito in chiusura d’anno e nel 2015.

Insomma, sarà un caso ma tutti i burocrati – come li chiamerebbe Renzi – che vedono i conti pubblici mettono in dubbio le scelte del premier e del ministro dell’Economia. Il tempo dirà chi ha ragione. A spese del paese, ma questi sono dettagli che non interessano ai Rottamatori.

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