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Roberto Boggio: il re dei call center arrestato

roberto boggio transcom

Roberto Boggio, imprenditore considerato il re dei call center e proprietario della Transcom, è stato arrestato ieri a Milano dalla guardia di Finanza. È accusato di fatture false in relazione a subappalti con società di Raffaele Pizza. Spiega oggi Ilaria Sacchettoni sul Corriere della Sera:

In palio, dietro l’appalto per la gestione del call center dell’Inps (già remunerativo di per sé: 118 milioni di euro) vinto dall’imprenditore Roberto Boggio con la Transcom, c’erano nuovi affari con enti e con la pubblica amministrazione in generale. È l’ipotesi investigativa formulata dal pm Stefano Fava e accolta dalla gip Giuseppina Guglielmi che ieri ha portato agli arresti lo stesso Boggio. L’imprenditore è finito ai domiciliari per un lungo elenco di false fatturazioni in capo a un gruppo di società, la Dacom Service srl, la Piao, la Phoenix 2009 srl, la Cogemi e la Europrogetti srl. Imprese cartiera che avrebbero permesso di accantonare contante con il meccanismo delle sovrafatturazioni. Boggio è risultato legato a Raffaele Pizza, il lobbista arrestato l’estate scorsa nell’operazione dal nome in codice «Labirinto».

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Secondo il nucleo di polizia Valutaria della guardia di Finanza, guidato dal generale Giuseppe Bottillo, avrebbe ottenuto l’appalto all’Inps in accordo con Pizza che, secondo l’accusa, influenzava e condizionava nomine, scelte politiche e iniziative di diversi enti pubblici. E che all’Inps avrebbe goduto di appoggi nell’ex direttore generale Vittorio Crecco al punto da riuscire a pilotare vittoriosamente l’appalto per il (solito) call center verso il Consorzio Postelink.
Raffaele Pizza vantava buone relazioni anche al presente, stando almeno alle rassicurazioni intercettate da una microspia ambientale nel suo ufficio del centro storico: «Boeri ci penso io quand’è il momento, è amico di… ma siamo a livelli altissimi… con Sarmi se gli dico una cosa la fa… capito… non rompesse il c…o, quand’è il momento io sono in grado di intervenire amico amico suo proprio… è anche una persona di grandi qualità». Millanteria o no, Boggi gli avrebbe creduto e per compiacerlo avrebbe anche messo a disposizione di Pizza il call center «onde — scrive la gip — consentirgli di effettuare propaganda elettorale per candidati ad elezioni politiche che godevano del suo sostegno».