Cultura e scienze

Il riscatto della laurea: come cambia

Oggi la spesa per riscattare gli anni di laurea cambia profondamente se l’operazione si fa quando si comincia a lavorare oppure alla fine. Rendere più flessibile e meno costoso il riscatto consentirebbe di raggiungere più facilmente i requisiti contributivi e quindi di andare in pensione prima. Va detto però che la misura interesserebbe solo una minoranza di lavoratori, quelli laureati. Per gli altri servirebbe comunque una modifica delle regole della riforma Fornero. Il Corriere della Sera pubblica tre esempi differenti per il riscatto della laurea a seconda che a effettuarlo sia un impiegato, un quadro o un dirigente.

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Riscatto della laurea: l’impiegato (Corriere della Sera, 28 maggio 2016)

Ricorda il Corriere che nella maggioranza dei casi i lavoratori rinunciano al riscatto perché, ricordandosi di questa possibilità solo quando stanno per andare in pensione, scoprono che dovrebbero pagare tantissimo. Questo accade per il meccanismo di calcolo. Che prevede due quote. La prima relativa ai periodi di studio che si collocano prima del primo gennaio 1996 (il sistema di calcolo delle pensioni era per tutti il retributivo) e la seconda per quelli dopo il 31 dicembre 1995, quando fu introdotto il sistema contributivo. Il primo esempio riguarda un laureato che ha appena compiuto 30 anni e che lavora da tre come impiegato con un reddito annuo lordo di 25 mila euro. Se presentasse domanda di riscatto oggi, pagherebbe 8.250 euro per un anno e 41.250 euro per cinque anni . Un costo non trascurabile. Che raddoppierebbe nel caso in cui questo stesso lavoratore volesse fare il riscatto fra 35 anni, con un reddito nel frattempo salito a 50 mila euro. Gli costerebbe 16.500 euro per un anno e 82.500 per i cinque anni.
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Riscatto della laurea: il quadro (Corriere della Sera, 28 maggio 2016)

In caso di quadro o dirigente la questione cambia: se volesse riscattare oggi la laurea, dovrebbe versare all’Inps 11.550 euro per un anno di studi e 57.750 euro per l’intero corso. Il lavoratore potrebbe giudicare già eccessivo il costo, sopratutto in una fase della vita nella quale le esigenze di spesa sono maggiori, per esempio per mettere su famiglia. E quindi rinunciare. Ma, fra 35 anni, nel 2051, arrivato a 65 anni, potrebbe ripensarci e prendere in considerazione l’idea di riscattare 5 anni di laurea per avere altrettanti anni di contributi in più e irrobustire la sua pensione o lasciare prima il lavoro (requisiti permettendo, visto che verranno periodicamente adeguati alla speranza di vita). In 35 anni di lavoro, si ipotizza che il nostro quadro avrà raddoppiato la sua retribuzione lorda, che sarà, nel 2051, di 70 mila euro. Bene, ma anche il riscatto gli costerebbe il doppio: 23.100 euro per un anno, 115.500 euro per cinque
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Riscatto della laurea: il dirigente (Corriere della Sera, 28 maggio 2016)