Cultura e scienze

Rehana: la bufala dell'eroina curda decapitata dall'ISIS

Rehana non si chiamava Rehana, non è stata decapitata, non ha ucciso oltre cento jihadisti dell’ISIS come un’eroina della Resistenza Curda ma si è davvero aggregata ai combattenti contro lo Stato Islamico dopo l’uccisione da parte dell’ISIS dei suoi genitori. La sua storia è diventata famosa in poco tempo: noi ne avevamo già parlato qui ricostruendo l’origine della foto e segnalando che la storia sembrava davvero una bufala. Ciò nonostante è stata pubblicata su quasi tutti i giornali del mondo (in Italia ci è cascato Libero), e c’è chi come il Daily Star le ha anche dedicato un’apertura parlando di una sua decapitazione mai avvenuta.
decapitata
 
REHANA: L’EROINA CURDA DECAPITATA?
Come avevamo ricostruito, tutto parte da una foto pubblicata su questo tumblr che raccoglie fotografie di guerrigliere curde, che l’ha pubblicata il 23 agosto. Nella presentazione non c’è scritto nulla a proposito dei 100 jihadisti uccisi (in compenso c’era un bel cuoricino). Le foto scattate nell’occasione, racconta oggi la BBC vengono da un evento del 22 agosto: una cerimonia per i volontari in Kurdistan nella quale la ragazza, che non si chiama Rehana, indossava una divisa in stile militare. Il giornalista svedese Carl Drott era l’unico reporter internazionale in quei giorni a Kobane, e ha parlato con lei prima della cerimonia. Racconta Drotto che lei ha detto di non essere una combattente della prima linea, ma di aver fatto guardia volontaria alle case di Kobane: improbabile che in quel ruolo sia riuscita a uccidere 100 jihadisti dell’ISIS. «Mi ha detto di aver studiato legge ad Aleppo, ma ISIS ha ucciso suo padre e così lei ha deciso di arruolarsi volontaria». La foto che vedete qui sotto è quella che il profilo twitter Kurdistan_Army ha usato per annunciare la presunta morte della ragazza, che invece è viva e vegeta.
rehana decapitata
 
LA DECAPITATA PARLA 
La leggenda della ragazza curda che uccide 100 terroristi dell’ISIS e finisce decapitata era nata dal tweet di  Pawan Durani, che si presenta sul suo profilo come “giornalista, blogger, attivista”. Quando gli chiesero della fonte della foto, lui rispose “Me”, senza citare il tumblr dal quale la foto era stata presa. Poi, verso la fine di ottobre, arriva la rivendicazione dell’uccisione e della decapitazione di Rehana, sempre sotto forma di tweet. Stavolta a parlare, secondo chi riporta, è lo stesso Stato ISlamico. A quel punto arriva l’intervento di Rashad abdel Qader, giornalista siriano in Kurdistan, che rivela di aver parlato con Rehana e di aver “scoperto” così che è ancora viva ma che non ha mai ucciso 100 guerriglieri dell’ISIS:

E ha aggiunto altri particolari della storia che combaciano con quelli raccontati al giornalista svedese.


Il Daily Mail riferirà qualche tempo dopo di aver parlato con un’amica della sedicente Rehana che ha anche spiegato il giallo della foto: è un fotomontaggio, la faccia della decapitata nell’immagine non è la sua. Così finisce la leggenda dell’eroina decapitata. E comincia invece la storia di ordinario eroismo della ragazza curda a cui ISIS ha ucciso i genitori.