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Il quartiere a luci rosse per le prostitute a Roma

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L’idea, il presidente del municipio IX Andrea Santoro, la coltiva da mesi tra riunioni con i comitati di cittadini e vertici con l’amministrazione capitolina, ma solo ieri la giunta del sindaco Ignazio Marino ha detto sì. Ad aprile la Capitale avrà la sua “red zone”, ovvero un quartiere a luci rosse dove le prostitute potranno fare il loro mestiere a Roma, come in altre Capitali europee. si parla di una piccola zona nel quartiere EUR, lontana dalle zone abitate. La sperimentazione comincerà quando il sindaco emanerà l’ordinanza, e così nelle aree autorizzate le prostitute potranno esercitare liberamente e i clienti non saranno sanzionabili, mentre nelle altre zone permarrà il divieto con multe fino a 500 euro per i clienti.

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La zona individuata per il quartiere a luci rosse delle prostitute a Roma (Il Messaggero, 7 febbraio 2015)

IL QUARTIERE A LUCI ROSSE PER LE PROSTITUTE A ROMA
Il quartiere a luci rosse per le prostitute a Roma sarà quindi in zona euro: sarà servito da camper con operatori e volontari che faranno controlli sanitari alle donne e distribuiranno preservativi per il sesso sicuro, fungendo nel contempo anche da deterrente per sfruttatori e papponi. Per i costi si parla di circa cinquemila euro al mese, sessantamila l’anno. L’obiettivo principale, sostengono dal Comune, sarà restituire decoro alle strade colpite dalla prostituzione selvaggia e contemporaneamente cercare di recuperare socialmente le donne convolte. Ovviamente la decisione divide in favorevoli e contrari: «La prostituzione comporta sempre uno sfruttamento della persona. Regolarizzarla o tollerarla per motivi di ordine pubblico è un’azione comunque sbagliata », dice Monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma a Repubblica. «Per noi è un incubo vivere in queste condizioni. Finalmente si fa qualcosa», dice sempre a Repubblica Cristina Lattanzi, presidente del comitato Salute e Ambiente Eur. «L’Eur è già il quartiere a luci rosse della città con oltre 20 strade prese d’assalto, di giorno e di notte, dalle lucciole. Il quadrilatero è diviso in vie riservate ai trans, altre territorio delle giovanissime, altre ancora della prostituzione maschile. E potremmo continuare a lungo». Attualmente nel quartiere in 23 strade si concentra il 50 per cento del fenomeno della prostituzione dell’intero IX municipio che ospita oltre 170 mila abitanti.

COSA NE PENSA LA POLITICA
E se Gianluca Peciola, capogruppo di Sel, twitta: «Condividiamo la proposta di sperimentare a Roma primo quartiere a luci rosse. Passo avanti per liberare le donne da sfruttamento e violenza», il capogruppo della lista civica «Cittadini per Roma», Gianluigi De Palo commenta: «La dignità di una donna non vale il decoro». In netto disaccordo il Centro democratico, che apre una spaccatura nella maggioranza con Massimo Caprari «molto perplesso». Non arriva nessun commento dal Pd capitolino: oggi stesso si confronteranno sulla sperimentazione. Un silenzio che preannuncia un dibattito molto aspro. Il Messaggero riepiloga oggi i contenuti dell’ordinanza:

L’ordinanza, già redatta in parte, parla chiaro: «È vietato intrattenersi e richiedere informazioni finalizzate a concordare prestazioni sessuali con persone che con atti non equivoci offrono prestazioni sessuali». Se il cliente verrà pizzicato ad avvicinarsi a una prostituta al di fuori del quartiere a luci rosse, un agente chiederà i documenti e stilerà la multa da 500 euro che poi verrà notificata a casa. «In realtà l’Eur è già un quartiere a luci rosse,tanto vale regolamentarlo, è il male minore» dice Paolo Lampariello di ”Ripartiamo dall’Eur” che il 21 novembre ha organizzato una manifestazione di protesta contro il degrado: 700 i residenti scesi in piazza. Il toto-strade nel quartiere in subbuglio (i residenti sono divisi) è già partito da tempo,ma dal Municipio assicurano: «Le vie lontane da abitazione, ma non in campagna, verranno decise insieme a Campidoglio e Prefettura».

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