Cultura e scienze

Quando il democratico parla come Grillo

«Quelle teste di m… che sono qua sotto, che sono i servi della gleba di un’altra casta molto più potente della nostra, ma loro non lo sanno, sono pagati in nero, 8 euro a pezzo…darebbero via le chiappe pur di firmare perché pensano giustamente ad una prospettiva di carriera, sono giovani…e li strumentalizzano. Loro non capiscono». L’ultima, solita, invettiva di Beppe Grillo contro la stampa? No, a parlare così è l’ex capogruppo PD in Emilia Romagna Marco Monari, in un’intercettazione ambientale fatta dal grillino Andrea Defranceschi poi depositata tra le carte dell’inchiesta sulle spese pazze dell’Emilia Romagna.
Le frasi ricordano pericolosamente quelle di Grillo, e soprattutto svelano una forma mentis: infastidito dalla stampa che veniva soltanto a chiedere conto delle spese di soldi pubblici ritenute già allora scandalose, il capogruppo PD non si rende conto della gravità della situazione e cerca un capro espiatorio per deresponsabilizzarsi: c’è un nemico, là fuori, brutto e cattivo, al servizio di altri, che vuole farci del male. Monari è l’estrinsecazione del rapporto malato che ha la politica con il giornalismo in Italia.