Cultura e scienze

Quali tipi di Coronavirus SARS-COV-2 ci sono in Italia

Il Sars-CoV2 sarebbe arrivato intorno al 25-26 gennaio. Secondo i ricercatori del Niguarda di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia le catene di trasmissione virale sono due: la A, più rapida, diffusasi nel nord della Lombardia, e la B,che ha colpito invece il sud

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Secondo uno studio dell’Università Statale di Milano e vari Centri clinici e Università italiane il Coronavirus SARS-COV-2, che fa ammalare di COVID-19, presente in Italia è il famoso B1, arrivato da Shanghai attraverso la Germania. Il Sars-CoV2 sarebbe arrivato intorno al 25-26 gennaio. Secondo i ricercatori del Niguarda di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia le catene di trasmissione virale sono due: la A, più rapida, diffusasi nel nord della Lombardia, e la B,che ha colpito invece il sud. Oggi il Corriere della Sera chiede a Massimo Galli, primario del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco e professore ordinario alla Statale, e ad altri di chiarire la questione:

Quanti sono i ceppi di Sars-CoV-2 circolanti?
Il virus presente nel nostro Paese è il famoso B1, arrivato da Shanghai attraverso la Germania, mentre a Padova è stato isolato in un paziente il lignaggio (lineage) B, più simile al progenitore di Wuhan. Lo dimostra uno studio nato dalla collaborazione tra l’Università Statale di Milano e diversi Centri clinici e Università italiani. «Crediamo che SarsCoV-2 sia entrato in Italia intorno al 25-26 gennaio, attraverso una serie di contatti non ricostruibili».

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I quattro ceppi dell’influenza 2018-2019 (Corriere della Sera, 18 ottobre 2018)

Cosa potrebbe essere successo in Lombardia?
Una possibile risposta arriva da uno studio promosso dalla Fondazione Cariplo e realizzato da ricercatori dell’Ospedale Niguarda di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia. «Abbiamo  analizzato le sequenze virali di 350 pazienti — dice Carlo Federico Perno, direttore dell’Unità di Microbiologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma (già direttor e della Medicina d i laboratorio a Niguarda) —. Lo studio ci ha permesso di identificare due catene di trasmissione virale: la A, più rapida nell’espandersi, si è diffusa nel nord della regione (Bergamo, Alzano, Nembro). La B ha  caratterizzato l’epidemia delsud (Lodi e Cremona). Le differenze che abbiamo identificato tra i ceppi sono minime: 7 mutazioni su un totale di circa 30mila basi di genoma virale. Questo offre delle speranze in merito alla possibilità di arrivare a un vaccino. I coronavirus, per le loro caratteristiche biologiche, variano poco. C’è però un problema: l’infezione porta alla produzione di anticorpi, ma non sempre genera un’immunità neutralizzante efficace».

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