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Barbara Gavallotti spiega quali rischi possono implicare i vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson | VIDEO

La biologa Barbara Gallavotti a Dimartedì ha spiegato, dopo la notizia della sospensione negli Stati Uniti quali sono i possibili rischi legati al vaccino di AstraZeneca e a quello di Johnson&Johnson

La biologa Barbara Gallavotti a Dimartedì ha spiegato, dopo la notizia della sospensione negli Stati Uniti quali sono i possibili rischi legati al vaccino di AstraZeneca e a quello di Johnson&Johnson.

Barbara Gavallotti spiega quali rischi possono implicare i vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson | VIDEO

“Per non aver paura bisogna capire esattamente cosa è successo: in un numero molto piccolo di persone che si erano vaccinate con Astrazeneca si sono manifestate delle forme di trombosi rare caratterizzate da una forte carenza di piastrine”. La biologa spiega che non c’è da aver paura delle trombosi in genere, perché sono patologie che si verificano a precindere dal COVID e sottolinea come ogni giorno in Italia se ne registrino 166 casi al giorno, numero che non è cresciuto con la somministrazione del vaccino Astrazeneca. Si sono verificati pochi casi di questa forma particolare di trombosi che si presenta molto raramente, a volte in concomitanza con il trattamento con eparina. E qui Gavallotti fa chiarezza sui numeri. Si parla di 86 segnalazioni esaminate dall’Agenzia Europea per il farmaco su un totale di 25 milioni di vaccinazioni. 1 caso ogni 300mila vaccinati. Solo 18 di questi sono stati fatali, il che riduce ancora la percentuale: 1 su 1 milione e 400mila vaccinazioni. La biologa spiega che comunque sono casi che vanno seguiti con attenzione per capire se ci sono categorie di persone più esposte al rischio, come si sospetta per le donne giovani, e per poter agire tempestivamente aiutando chi presenta queste rare patologie.

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Quando Floris torna a chiedere se c’è da aver paura Barbara Gavallotti è molto chiara: la scelta è quella tra correre un rischio molto piccolo vaccinandosi con Astrazeneca o correre quello di ammalarsi di COVID. Si tratta di un piccolo rischio che va paragonato a un beneficio decisamente rilevante. Su Johnson&Johnson la biologa poi aggiunge: “Negli Stati Uniti si sono visti sei casi di trombosi simili a quelle sospettate essere legate ad Astrazeneca su circa sette milioni di vaccinati”. Si parla anche in questo caso di numeri estremamente piccoli. Gavallotti poi arriva a chiarire un concetto non sempre di immediata comprensione. Perché non si è capito prima quali sono gli effetti collaterali? “Arriviamo a renderci conto di effetti collaterali così rari di un vaccino solo quando comincia a essere somministrato su grandi numeri di persone, perché anche se la sperimentazione si svolge su decine di migliaia di persone non può mettere in luce fenomeni che si manifestano invece su milioni di vaccinati”. Poi Gavallotti spiega che la protezione del vaccino J&J varia nel mondo ma in ogni caso la protezione contro le forme gravi della malattia è intorno all’82%.